F35, l’Aeronautica esprime preoccupazione per l’eventuale stop all’acquisto dei velivoli

La possibilità di uno stop del programma di acquisto degli F35 mette in agitazione l’Aeronautica militare, che esprime «forti preoccupazioni» per le ipotesi di «un calo quantitativo» degli aerei.

f35

Ieri abbiamo riportato le dichiarazioni della ministra della Difesa Elisabetta Trenta, per la quale nel prossimo futuro l’Italia ridiscuterà il programma di acquisto di F35 avviato nel 1998. A poche ore di distanza, il capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Alberto Rosso è intervenuto sulla questione. Pur ricordando che le forze armate siano «uno strumento tecnico al servizio delle decisioni politiche», Rosso ha espresso «forte preoccupazione» per la posizione del governo sugli F35 e «per le ipotesi di un calo quantitativo» degli aerei destinati all’Aeronautica e alla Marina militare.

Negli scorsi giorni, la ministra Trenta ha confermato che l’Italia firmerà l’atto di pagamento dei 389 milioni di euro necessari per l’acquisto dei caccia F35 ancora in sospeso. Dopo l’acquisto, tuttavia, proseguiranno i lavori per stilare una valutazione tecnica – una sorta di analisi costi-benefici – per rivedere il programma e, se necessario, bloccare ulteriori acquisti. «Occorre aprire una discussione che dovrà inevitabilmente arrivare fino al tavolo del presidente Trump», si legge in una nota diffusa dalla Difesa.

L’acquisto degli F35 fa parte del programma Joint Strike Fighter, a cui l’Italia ha aderito nel 1998 (governo Prodi). Da allora, l’impegno italiano è stato sempre confermato, seppure con una riduzione degli investimenti rispetto ai 15 miliardi inizialmente previsti. Il primo taglio – da 131 a 90 aerei – è stato deciso nel 2014 durante l’allora governo Monti. Secondo quanto riporta Il Sole 24 Ore, al momento rimarrebbero ancora una trentina di velivoli da acquistare.

Il Movimento 5 Stelle è sempre stato contrario all’acquisto degli F35, e in campagna elettorale ha più volte annunciato l’intenzione di sospendere l’investimento. La stessa ministra Trenta, lo scorso luglio, aveva annunciato: «Quello che mi piacerebbe fare – aveva dichiarato – è alleggerire il carico poiché abbiamo altri impegni di spesa in Europa. Cercheremo di allungare le consegne anziché tagliare l’ordine, il che ridurrebbe le compensazioni e comporterebbe sanzioni». A inizio 2019, la ministra aveva aggiunto che «il programma sarà rivisto, nel rispetto degli impegni presi ma tenendo anche conto dell’interesse nazionale».

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Redazione La Clessidra

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