Ambiente, fermi i lavori del decreto Salva Mare annunciato lo scorso agosto

Annunciato ad agosto dal ministro Costa, ancora oggi non c’è traccia del decreto Salva Mare contro le plastiche. A pesare sarebbero le perplessità della Lega, che vorrebbe posticipare al 2021 il divieto di produzione e vendita delle plastiche monouso.

decreto Salva Mare

Foto: La Nuova Sardegna

Questa mattina i ragazzi di tutto il mondo scenderanno in piazza per manifestare contro i cambiamenti climatici. A guidare la protesta pacifica Greta Thunberg, ragazza svedese di appena 16 anni e fondatrice del movimento Fridays For Future, che da mesi si batte per imporre all’attenzione dell’opinione pubblica mondiale la centralità della questione ambientale.

Alla luce delle tante iniziative nate spontaneamente dalla società civile, viene da chiedersi che fine abbia fatto il decreto Salva Mare a lungo promesso dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa. Il provvedimento avrebbe dovuto affrontare l’annoso problema dell’inquinamento marino dovuto alle plastiche, anticipando la direttiva europea in merito e ponendo l’Italia alla guida della lotta contro le plastiche monouso.

Del decreto, tuttavia, ancora oggi non c’è traccia. Il ministro Costa annunciò il pacchetto lo scorso agosto: «Entro settembre una legge sulla tutela del mare dalle plastiche», aveva dichiarato. Era poi tornato sulla questione a inizio ottobre. La legge – aveva annunciato ai microfoni di Radio 24 –  sarebbe stata presentata «entro la prima settimana di ottobre». A febbraio, infine, Costa aveva assicurato che il provvedimento sarebbe stato approvato in tempi brevi. «È un obiettivo importante, perché pone l’Italia molto avanti – aveva spiegato -. Noi siamo un Paese bagnato per due terzi dal mare. Abbiamo un problema grosso di plastiche che sono nel mare e abbiamo delle possibili soluzioni che io ho proposto e che vanno in linea con la direttiva europea sulle plastiche monouso».

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Stando a quanto si apprende da fonti parlamentari, il testo del decreto sarebbe stato presentato in consiglio dei Ministri il 18 gennaio. Da allora, con i lavori parlamentari praticamente monopolizzati dal decreto semplificazioni e dal decretone su reddito di cittadinanza e quota 100, non ci sono state novità.

L’agenzia di stampa Public Policy spiega che, nelle ultime settimane, M5S e Lega hanno a lungo trattato sul contenuto del provvedimento. La prima bozza prevedeva l’introduzione, a partire dal 1° gennaio 2020, del divieto di produzione e vendita di prodotti di plastica monouso (cotton fioc, posate, piatti, cannucce etc.). La bozza più recente, tuttavia, ne posticipa l’entrata in vigore al 1° gennaio 2021, come previsto dalla direttiva europea approvata a maggio dalla Commissione. A pesare sulla decisione sarebbero le perplessità sollevate dal Carroccio, per il quale è necessario dare alle imprese più tempo per adeguarsi alle nuove norme.

Inoltre, il decreto originario sarebbe stato spacchettato in più parti. In questo modo alcune norme (ad esempio quella che consente ai pescatori di portare a riva i rifiuti pescati senza incorrere in sanzioni) dovrebbero entrare in vigore immediatamente. A essere posticipato sarebbe solo il divieto di immissione nel mercato delle plastiche monouso.

A oggi, il decreto sembra essere sparito dai radar del discorso pubblico e politico. Vista la gravità del tema, ci auguriamo che il ddl Salva Mare possa essere approvato il prima possibile.

Redazione La Clessidra

Redazione La Clessidra

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