Sblocca cantieri: eliminata la norma che prevedeva un nuovo condono edilizio

La Lega avrebbe inserito all’interno del decreto un vero e proprio condono volto a sanare gli abusi edilizi compiuti prima del 1977.

condono

Foto: Tiziana Fabi, Alberto Pizzoli / AFP

AGGIORNAMENTO DEL 20/03/2019

La norma contenente il condono edilizio per gli abusi compiuti prima del 1977, sul quale negli ultimi giorni si era infiammato lo scontro tra Lega e Movimento 5 Stelle, è stata eliminata dall’ultima versione del decreto Sblocca cantieri.

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Dopo quello per Ischia, forzatamente inserito all’interno del decreto Genova, il governo gialloverde si prepara ad approvare un nuovo condono. È quanto riportano oggi diversi quotidiani, tra i quali Repubblica Il Fatto Quotidiano. All’interno del decreto Sblocca cantieri, infatti, sarebbe stato inserito un documento di 24 pagine – voluto dalla Lega – all’interno del quale si prevedrebbe la possibilità di sanare gli abusi edilizi compiuti prima del 1977. In particolare, l’art. 4 comma 1, lettera B, recita: «Non costituiscono violazione edilizia le opere eseguite in corso di edificazione in variante ai titoli abitativi edilizi rilasciati in data anteriore a quella di entrata in vigore della legge 28 gennaio 1977 n.10 ma non costituenti totale difformità».

L’articolo in questione, spiegano dal Carroccio, permetterebbe di superare le difficoltà derivanti dalla verifica dello stato legittimo degli edifici rispetto alla documentazione tecnica. La proposta, dunque, sarebbe finalizzata «a prevedere la necessità di richiedere la sanatoria in tutti quei casi in cui lo stato di fatto dell’immobile non corrisponda esattamente a quello rappresentato negli elaborati tecnici a seguito di modifiche concretizzatesi in corso di edificazione su immobili costruiti con titoli edilizi rilasciati in data anteriore alla legge 28 gennaio 18977, n.10». Inoltre, il provvedimento darebbe alle Regioni la facoltà di individuare, entro 90 giorni dall’entrata in vigore del decreto, ulteriori fattispecie, estendendo di fatto la platea interessata dal condono.

Il Movimento 5 Stelle si è schierato contro la norma, dichiarandosi pronto ad accogliere «tutte le buone proposte che arrivano dall’alleato» a patto che non comportino una sanatoria su abusi edilizi. Sulla questione è intervenuto il premier Conte: «Stiamo rivedendo le ultime norme», ha spiegato. «Siamo qui per risolvere i problemi. Tocca a noi assumerci la responsabilità e ci impegniamo a risolverli».

Il condono per Ischia

A ben vedere, però, lo scorso novembre le proteste dei 5 Stelle non hanno impedito l’approvazione del condono per Ischia. Nel definire le istanze di condono relative agli immobili distrutti o danneggiati dal sisma del 21 agosto 2017, l’art. 25 fa riferimento alla legge n.47/85 varata dal governo Craxi. Una norma che, secondo il presidente di Legambiente Stefano Ciafani, «consentirebbe di sanare edifici che perfino i due condoni approvati successivamente dai governi Berlusconi nel 1994 e nel 2003 vietavano, proprio perché posti in aree pericolose da un punto di vista idrogeologico e sismico, oltre che vincolate paesaggisticamente». La legge n.47/85, infatti, è precedente a molte normative a tutela del territorio, del paesaggio, di contrasto del rischio sismico, vulcanico e idrogeologico e consente di condonare anche edifici costruiti in aree demaniali o protette. In altre parole, le sue maglie sono molto più larghe rispetto a quanto previsto dai due condoni successivi.

Daniele

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