Alitalia, EasyJet si ritira dall’operazione. Il salvataggio appare sempre più difficile

Dopo Air France, anche EasyJet ha annunciato il suo ritiro dal salvataggio di Alitalia. Il governo è alla ricerca di partner privati e pubblici che sostengano la cordata Delta-Fs-Mef.

Alitalia

Il salvataggio di Alitalia si fa sempre più complicato. Dopo il ritiro di Air France-Klm e di EasyJet, che lo scorso 18 marzo ha fatto sapere di essersi ritirata dal processo, Delta Airlines resta l’unico partner di Ferrovie dello Stato. Al momento, la compagnia ha confermato l’impegno a entrare con una quota iniziale del 10% che, qualora i risultati nei prossimi anni dovessero essere positivi, potrebbe crescere fino ad arrivare al 49%.

La quota rilevata da Fs non potrà invece superare il 30%. Gli accordi prevedono la combinazione con le tratte ferroviarie ad alta velocità nel breve raggio, che andrebbero a sostituire i voli Alitalia oggi in perdita. Inoltre, prevedono che non vengano in alcun modo intaccate le risorse destinate agli investimenti nel settore ferroviario a vantaggio di quello aereo. Quanto al ministero dell’Economia, esso avrà una quota massima del 15% e dovrebbe convertire in capitale una parte del prestito statale di 900 concesso dopo il commissariamento, che Alitalia non è in grado di restituire.

Allo stato attuale, dunque, la cordata Delta-Fs-Mef coprirebbe il 55% del capitale della compagnia aerea. Perché la newco si costituisca è necessario trovare altri investitori che acquistino il 45% di quote rimanente. Secondo Il Sole 24 Ore, già Eni, Leonardo-Finmeccanica e Cassa Depositi e Prestiti si sarebbero tirati indietro in maniera chiara. Poste Italiane e Fincantieri non hanno rifiutato il loro impegno, ma al momento le trattative sembrano non fare passi avanti. Per questo motivo, il governo starebbe contattando anche partner privati. L’obiettivo è arrivare a una copertura del 100% entro Pasqua.

La necessità dell’intervento statale per salvare Alitalia era stata espressa mesi fa anche da Matteo Salvini («Il petrolio dell’Italia è il turismo e non puoi non avere una compagnia di bandiera forte, se serve anche con l’intervento dello Stato») e da Danilo Toninelli. Secondo il ministro dei Trasporti «è inconcepibile vedere un vettore come Alitalia in queste condizioni quando ovunque il mercato cresce e le compagnie hanno floridi fatturati. L’Italia merita di meglio. L’intervento pubblico, di fatto già in essere con il commissariamento e il prestito ponte, non può essere escluso, ma in una logica di rilancio industriale cui può affiancarsi un partner forte».

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Redazione La Clessidra

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