Missione Sophia, trovato l’accordo: proroga di 6 mesi e stop al salvataggio in mare

La missione Sophia andrà avanti per altri sei mesi, ma saranno sospese le attività di soccorso in mare. Proseguiranno solo il pattugliamento aereo e l’addestramento della guardia costiera libica. La firma dell’accordo è attesa per oggi.

missione Sophia

Foto: Eunews

AGGIORNAMENTO DEL 27/03/2019

Accordo raggiunto tra i rappresentanti dei 28 Stati membri sul futuro della missione Sophia. L’operazione, in scadenza domenica 31 marzo, andrà avanti ancora per altri sei mesi ma sospenderà temporaneamente le operazioni di salvataggio in mare dei migranti. Le uniche attività previste sono il pattugliamento aereo e l’addestramento della guardia costiera libica. Stando a quanto si apprende, l’Italia dovrebbe mantenere il comando dell’iniziativa.

La soluzione sembra soddisfare le richieste del governo italiano, che vedrebbe così ridurre in maniera sensibile il numero degli sbarchi sulle nostre coste derivanti da attività di soccorso in mare. Più tiepida invece l’accoglienza di altri Stati, come Francia e Germania, che avrebbero preferito non modificare il mandato. Scontenta anche Federica Mogherini, che aveva proposto di porre fine all’operazione e di avviarne un’altra con mandato ridotto, senza però abbandonare le attività di salvataggio.

Salvo sorprese, l’accordo sarà sottoscritto nella giornata di oggi.

ARTICOLO ORIGINALE

Sono ore cruciali per la missione Sophia, avviata nel 2015 sotto la guida italiana per fronteggiare l’emergenza immigrazione. L’iniziativa terminerà infatti domenica 31 marzo, a meno che in Europa non si trovi un accordo differente. Ed è proprio su questo che, da ieri, i rappresentanti dei 28 Stati cercano una difficile mediazione.

A pesare, tra le altre cose, anche l’incertezza circa la posizione dell’Italia. Sul tema, Movimento 5 Stelle e Lega esprimono infatti visioni e posizioni differenti, quando non diametralmente opposte. Il ministro Salvini non ha mai negato di essere favorevole alla chiusura dell’operazione. Lo scorso luglio, sostenuto nell’occasione dal ministro Toninelli, è arrivato a proporre di «bloccare l’arrivo nei porti italiani delle navi delle missioni internazionali attualmente presenti nel Mediterraneo».

Diverso il parere della ministra della Difesa Trenta, che vorrebbe mantenere in attività l’operazione. Lo scorso agosto, la ministra tentò – senza riuscirci – di avanzare una riforma della missione Sophia. La proposta prevedeva la rotazione dei porti di sbarco dei migranti, la sostituzione del principio geografico in favore del principio Sar e la creazione di un’unità di coordinamento ad hoc con Frontex, composta dai rappresentanti di tutti gli Stati membri. «Oggi mi sento delusa. Ho visto che l’Europa non c’è», aveva commentato al termine del vertice.

Sulla questione è intervenuto anche l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri, Federica Mogherini. In un documento indirizzato al Cops (Comitato politico e di sicurezza), vengono delineati i due scenari possibili. La chiusura dell’operazione, da un lato; la sua evoluzione, dall’altro. In quest’ultimo caso, in particolare, la missione Sophia si trasformerebbe in un progetto di «capacity building», ovvero di formazione e sostegno della guardia costiera e delle istituzioni libiche in materia di difesa e sicurezza in mare. In quest’ultimo caso, è altamente probabile che l’Italia perda il suo ruolo di leadership.

Il primo incontro di ieri ha dato esito negativo. Una decisione è attesa per la giornata di oggi. Al momento, tuttavia, l’Italia non sembra in grado di esprimere una posizione univoca in merito. Molto dipenderà dalla capacità del ministro degli Esteri Moavero Milanesi di mediare tra le diverse istanze di Salvini e Trenta.

Redazione La Clessidra

Redazione La Clessidra

LEAVE A COMMENT