Non solo la Lega: tutte le proposte sull’acquisto di armi depositate in Parlamento

Ha fatto molto discutere la proposta della leghista Vanessa Cattoi di semplificare le norme per l’acquisto di armi. Ma in Parlamento sono almeno 4 le iniziative volte a rendere più blande le norme in materia.

acquisto di armi

A una settimana dall’approvazione della riforma della legittima difesa, l’attenzione della politica e dell’opinione pubblica si rivolge verso una questione almeno in parte collegata: l’acquisto di armi. A riaccendere la discussione la proposta, depositata dalla leghista Vanessa Cattoi e firmata da 70 colleghi, che punta a semplificare l’acquisto delle armi «da bersaglio da sala», ovvero quelle a gas o ad aria compressa. Sulla questione – che ha destato un coro di proteste da parte dell’opposizione e dello stesso M5S – è però intervenuto Matteo Salvini. «La legittima difesa garantisce più diritti e più tutela alle vittime. Non voglio in giro nemmeno mezza pistola in più. Non ci sarà nessuna votazione in Parlamento».

Quella di Cattoi è però solo l’ultima di una lunga lista di provvedimenti presentati in Parlamento per consentire un più agevole accesso alle armi. Il leghista Virginio Caparvi, ad esempio, ha presentato una proposta complementare alla prima il cui scopo è limitare la discrezionalità per il rilascio e il ritiro delle licenze. Nello specifico, essa prevede che l’autorizzazione possa essere revocata solo in caso di abuso dimostrato e sequestrata solo per «gravissime ragioni».

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C’è poi la proposta di Fratelli d’Italia, sottoscritta da Maria Cristina Caretta. Tra le altre cose, essa consente il rilascio del porto d’armi anche a chi sia stato condannato alla reclusione (e poi riabilitato) «per delitti non colposi contro le persone commessi con violenza, ovvero per furto, rapina, estorsione, sequestro di persona a scopo di rapina o di estorsione».

Anche la Südtiroler Volkspartei ha presentato un provvedimento volto a concedere speciali deroghe per il porto d’armi. Esso prevede che, in caso di «rievocazioni storiche e di manifestazioni folcloristiche o commemorative», agli aderenti alle associazioni tradizionali e culturali sia consentito «portare e usare, con cartucce a salve, le armi fabbricate anteriormente al 1950 e le loro repliche ad avancarica, previa autorizzazione dell’autorità locale di pubblica sicurezza». La proposta riguarda anche il porto di diarchi, balestre, spade, sciabole, armi d’asta, baionette, pugnali e stiletti. Di diverso tenore invece la proposta depositata da Forza Italia e Pier Ferdinando Casini (allora leader dell’Udc), che mira a inasprire le pene nei delitti contro la persona in caso di possesso di armi. in caso di porto abusivo d’armi e di porto al di fuori delle mura domestiche delle cosiddette armi improprie.

Redazione La Clessidra

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