Il governo riduce il costo del lavoro, ma taglia anche i fondi per la salute e la sicurezza sul lavoro

La riduzione del costo del lavoro è stata ottenuta anche grazie ai tagli delle risorse destinate ai piani di investimento per la salute e la sicurezza sul lavoro (oltre 400 milioni in tre anni).

costo del lavoro

Foto: Il Post

Con un post su Twitter, mercoledì 3 aprile il ministro del Lavoro Luigi Di Maio ha annunciato la revisione delle tariffe Inail, che porterà a una riduzione pari al 32,72% dei premi pagati dalle imprese. La misura si pone in continuità con gli interventi avviati a partire dal 2013, portando lo sgravio da 1,2 miliardi agli attuali 1,7 miliardi. Al fine di ridurre il costo del lavoro, il governo ha presentato tre decreti riguardanti i premi per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali delle gestioni industria, artigianato, terziario e altre attività, i titolari e i familiari adiuvanti di aziende artigiane e dei soci di società fra artigiani lavoratori.

«Le voci tariffarie – si legge sul sito del ministero del Lavoro – sono scese da 739 a 595, grazie all’eliminazione di quelle obsolete poiché riferite a contesti produttivi ormai superati». In sostanza, le nuove norme hanno operato una revisione delle attività lavorative a cui si applicano i premi Inail, eliminando quelle obsolete e aggiornando le categorie con l’introduzione di nuove figure di lavoratori (ad esempio quella dei riders). È stato inoltre introdotto un aumento di 100 milioni di euro delle tabelle compensative per i danni biologici subiti dai lavoratori.

Per finanziare il taglio, tuttavia, l’esecutivo ha attinto in parte alle risorse destinate ai piani di investimento per la salute e la sicurezza sul lavoroSecondo Il Sole 24 Ore, queste ultime sarebbero state ridotte almeno di 410 milioni nel triennio 2019-2021. Decurtate anche le risorse destinate alla formazione e alla prevenzione della sicurezza nei luoghi di lavoro, con un taglio quantificato in circa 310 milioni nel triennio. Inoltre, prosegue l’articolo, la riduzione del 32,72% delle tariffe tiene in considerazione i tagli lineari e le revisioni tariffarie realizzate dal 2014 a oggi. L’impatto dell’operazione realizzata dal governo sarebbe pari circa all’11%.

Giovanni Luciano, presidente del Consiglio di indirizzo e vigilanza dell’Inail, esprime forti perplessità sulla decisione del governo. Luciano ha infatti ricordato che l’ente è in attivo di 1,7 miliardi di euro e che, quindi, «le risorse si possono trovare altrove nel bilancio. Invece, adesso, abbiamo il taglio degli incentivi e delle premialità per la prevenzione, e l’aumento risibile e parziale delle prestazioni a favore dei lavoratori». Favorevoli all’intervento le associazioni degli imprenditori.

Su Repubblica, inoltre, Marco Ruffolo rende noto un altro potenziale effetto negativo della riforma varata dal governo. E cioè l’impossibilità per i lavoratori di richiedere al datore di lavoro tutti gli indennizzi non coperti dall’assicurazione Inail, ad esempio i danni morali o i danni biologici temporanei. Dal canto suo, l’Inail ha negato che questo possa accadere. Se tale interpretazione dovesse affermarsi, l’ente ha dichiarato che chiederà una revisione della legge.

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Redazione La Clessidra

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