[RETTIFICA] Alcune precisazioni sulla pensione di cittadinanza

Grazie alle segnalazioni di alcuni utenti, abbiamo avuto modo di riesaminare il testo della pensione di cittadinanza. Alla luce di questo, dobbiamo considerare non rispettata la promessa fatta da Di Maio nella parte in cui assicurava che non sarebbero più state erogate pensioni sotto i 780 euro.

pensione di cittadinanza

Lo scorso 30 marzo abbiamo dato notizia dell’approvazione della cosiddetta pensione di cittadinanza, contenuta all’interno del decretone su reddito di cittadinanza e quota 100. Si tratta di una misura volta a riequilibrare le risorse destinate ai pensionati che ricevono un assegno mensile inferiore alla soglia di povertà individuata dall’Istat, pari a 780 euro netti per il nuclei familiari composti da un solo soggetto e da 1032 euro per le coppie. A beneficiarne saranno tutti i pensionati over 67 la cui pensione sia inferiore alla soglia di povertà.

Nell’esporre i contenuti del provvedimento, abbiamo considerato rispettata la promessa fatta da Luigi Di Maio. La pensione di cittadinanza era infatti una delle misure simbolo del programma del M5S, ed era contenuta nel punto 19 del contratto di governo (consultabile QUI).

Come alcuni utenti ci hanno fatto notare, lo scorso settembre il ministro Di Maio aveva fatto una precisa dichiarazione pubblica. «D’ora in poi non ci deve essere più nessun pensionato che prende meno di 780 euro al mese. Ci sono dei pensionati minimi che in questo momento prendono 400 euro di pensione. A quei pensionati minimi noi stiamo dicendo: tutti coloro che vivono sotto la soglia di povertà, e prendono la pensione, devono avere almeno 780 euro al mese». Un vero e proprio impegno di fronte a una parte significativa dell’elettorato italiano.

Ebbene, per come è stata strutturata la pensione di cittadinanza non garantisce affatto quanto promesso da Di Maio in quell’occasione. I requisiti per accedervi sono infatti piuttosto stringenti e mutuati dal reddito di cittadinanza:

  • Avere più di 67 anni. Possono far domanda anche soggetti con età inferiore, nei casi in cui «il componente o i componenti del nucleo familiare di età pari o superiore ai 67 anni convivano esclusivamente con una o più persone in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza».
  • Avere un Isee inferiore a 9360 euro se si abita in affitto o inferiore a 7560 euro se si ha casa di proprietà.
  • Avere un valore del patrimonio immobiliare (a esclusione della prima casa) pari o inferiore a 30 mila euro.
  • Avere un valore del patrimonio mobiliare pari o inferiore a 6 mila euro se si vive da soli. Tale soglia è aumentata di 2000 euro per ogni componente del nucleo familiare successivo al primo, fino a un massimo di 10 mila euro. Sono previsti ulteriori incrementi pari a 1000 euro per ogni figlio successivo al secondo e a 5 mila euro per ogni componente con disabilità.
  • Avere un valore del reddito familiare di 6 mila euro per chi vive da solo.
  • Non aver acquistato un’auto nuova nei sei mesi precedenti la presentazione della domanda, non aver acquistato un’auto nuova superiore i 1600 cv, una moto sopra i 250 cv o una nave o imbarcazione da diporto nei due anni precedenti la presentazione della domanda.
  • Essere cittadini italiani o comunitari, oppure cittadini di Paesi terzi in possesso di regolare permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo.
  • Essere residenti in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi due in modo continuativo.

Appare dunque evidente che, visti i requisti richiesti (in particolare Isee, patrimonio mobiliare e immobiliare, ma anche età anagrafica), una parte dei cosiddetti pensionati minimi sarà esclusa dalla platea di beneficiari. Per questo motivo, ci sembra opportuno rivedere le nostre osservazioni e considerare non rispettata la promessa fatta dal ministro pentastellato, nella parte in cui assicurava che non sarebbero più state erogate pensioni sotto i 780 euro.

PROMESSA NON RISPETTATA (leggi QUI)

Leggi tutte le promesse di Luigi Di Maio

Daniele

Daniele

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