Ambiente: il consiglio dei ministri approva il ddl Salvamare

Annunciato lo scorso agosto, il ddl Salvamare è stato approvato lo scorso 4 aprile dal consiglio dei Ministri. La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale è attesa per giugno.  Ecco cosa prevede.

ddl salvamare

Foto: La Nuova Sardegna

Era stato annunciato lo scorso agosto, ma per mesi se ne erano perse le tracce. Il ddl Salvamare è stato approvato dal consiglio dei Ministri lo scorso 4 aprile e potrà iniziare l’iter per l’ingresso in Gazzetta Ufficiale, attesa a giugno. Per il ministro dell’Ambiente Sergio Costa «è iniziata la guerra alla plastica. Siamo solo al primo passo, ma è fondamentale». Una decisione quantomai rilevante, se si pensa che la plastica costituisce il 95% dei rifiuti ritrovati in mare e che il 90% degli uccelli marini ha ingerito frammenti di plastica. L’Italia, inoltre, è il terzo Paese del Mediterraneo per quantità di plastica dispersa in mare.

Sono tre i capisaldi del disegno di legge. Innanzitutto, si porrà una stretta sulla plastica usa e getta, «come ad esempio stoviglie, piatti e bottiglie. Si tratta di favorire chi non le usa attraverso la leva fiscale. Il cittadino ha un vantaggio perché spende di meno a parità di prodotto, ma anche l’azienda ha un credito di imposta. I fondi per cominciare il percorso li ho anche trovati, utilizzando il sistema dei fondi rotativi».

Il secondo pilastro riguarderà la plastica che già si trova nelle nostre acque e che, oltre a inquinare il mare, spesso porta alla morte quei pesci che vi rimangono incastrati o la scambiano per cibo. A essere coinvolti in prima persona, ha affermato Costa, saranno i pescatori. «Il 50% di quanto tirato su dalle reti è plastica. Visto che i pescatori non sono trasportatori di rifiuti, in base alla norma attuale la devono gettare. La nuova legge permetterà loro di portare questa plastica alle isole ecologiche nei porti».

Infine, il ministro intende incentivare comportamenti virtuosi da parte del cittadino offrendo in cambio un vantaggio economico. Nel provvedimento si parlerà delle macchinette mangiaplastica, «che consentono al cittadino di ottenere un beneficio economico ogni volta che inserisce una bottiglia, uno o due centesimi da spendere in un supermercato». Proprio di questo si discuterà nell’incontro della prossima settimana tra il ministro e i consorzi di riciclo.

La proposta del ministro si pone in continuità con il piano avviato dalla Commissione Europea a maggio 2018 ed approvato ufficialmente a marzo, che prevede la progressiva eliminazione dei prodotti di plastica usa e getta e una serie di incentivi per la produzione di prodotti meno inquinanti. Secondo le stime della Commissione, in questo modo si eviterebbe l’emissione di 3,4 milioni di tonnellate di anidride carbonica equivalente e si scongiureranno danni ambientali per un costo equivalente di 22 miliardi di euro entro il 2030.

Parole di approvazione sono arrivate dalla Deputata di LeU Rossella Muroni, che lo scorso luglio aveva depositato una proposta simile, e dalla eurodeputata Pd Simona Bonafè, che auspica ora il recepimento della direttiva europea. Scettica Greenpeace, secondo cui «non si può fare affidamento solo sulle attività dei pescatori» per contrastare l’inquinamento dei mari, anche perché «proprio la pesca a strascico ha come conseguenza anche la produzione di una quantità copiosa di rifiuti».

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Redazione La Clessidra

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