Il Cdm ha rinviato l’approvazione della norma sui rimborsi ai risparmiatori truffati

Nessuna traccia delle norme sui rimborsi ai risparmiatori truffati dalle banche. I lavori sarebbero stati rallentati da alcune «questioni tecniche da limare». L’accordo prevede il risarcimento automatico per i soggetti con reddito sotto i 30 mila euro e arbitrato per gli altri.

rimborsi ai risparmiatori truffati

Foto: Il Fatto Quotidiano

AGGIORNAMENTO DEL 10/04/2019

Nonostante l’accordo raggiunto in extremis sui rimborsi ai risparmiatori truffati dalle banche, il consiglio dei Ministri di ieri non ha approvato il relativo decreto da inserire nel decreto Crescita. A rallentare i lavori, a quanto si apprende da fonti governative, sarebbero alcune «questioni tecniche da limare» prima dell’approvazione definitiva del testo.

ARTICOLO ORIGINALE

Dopo giornate difficili, è stato trovato l’accordo sui rimborsi ai risparmiatori truffati dalle banche. 17 associazioni su 19 hanno sottoscritto il testo presentato dal ministro Tria all’Unione Europea, sul quale il vicepremier Di Maio si era precedentemente espresso negativamente. Esso prevede il risarcimento automatico per i soggetti con un reddito imponibile fino a 35 mila euro nel 2018 o un patrimonio mobiliare fino a 100 mila euro. Per gli altri si prevede un arbitrato, affidato a una commissione tecnica composta da nove esperti indipendenti. Questo consentirà a quasi il 90% dei risparmiatori colpiti dal crack delle banche di ottenere un rimborso fino al 30% del costo d’acquisto delle azioni e fino al 95% dell’investimento in obbligazioni.

Secondo quanto riporta Il Fatto Quotidiano, già nella serata di oggi il consiglio dei Ministri dovrebbe varare il decreto sui rimborsi ai risparmiatori. Serviranno poi i decreti attuativi del Mef che modificheranno la legge di bilancio. Soddisfazione per il risultato è stata espressa dal sottosegretario Massimo Bitonci (Lega). «Grazie al lavoro fatto da Tria, dagli uffici e dai sottosegretari – ha commentato -. È forse la prima volta che la UE dà la possibilità di un rimborso massivo».

Quanto alle associazioni, parere favorevole è stato espresso dal Movimento per la difesa del cittadino. Per Mdc il testo proposto da Tria è «accettabile» ed è indispensabile «evitare contestazioni di sorta da parte della Commissione e l’eventuale apertura di una procedura d’infrazione, che potrebbe esporre i risparmiatori al rischio di dover restituire l’indennizzo percepito». Critica l’associazione Noi che credevamo in Bpvi, che ha invece votato contro. «Non avendo visto nulla – ha commentato il presidente Luigi Ugone – non mi prendo la responsabilità di firmare. Non sappiamo come andrà avanti la questione. Al momento – ha concluso – i numeri del Mef non sono chiari, ma restiamo aperti al confronto se vi fossero gli spazi».

Il fondo per i risparmiatori truffati dalle banche è stato istituito con la legge di bilancio 2019. Il fondo, pari a 525 milioni nel prossimo triennio, si rivolge a persone fisiche, imprenditori individuali o coltivatori diretti, organizzazioni di volontariato, associazioni sociali e microimprese con meno di 10 occupati e fatturato inferiore ai 2 milioni di euro, colpiti dal crac delle banche finite in liquidazione coatta tra il 2015 e il 2018. Condizione necessaria per accedere il fondo, si legge, è che le azioni o obbligazioni bancarie siano state vendute «con violazioni massive degli obblighi di informazione, diligenza, correttezza, buona fede oggettiva e trasparenza (misselling)».

Agli azionisti andrà un indennizzo del 30% dell’investimento. Per i bondisti, invece, la percentuale sale al 95% (comunque entro i 100 mila euro a testa, al netto di eventuali rimborsi ricevuti a titolo di transazione o risarcimento). La domanda di rimborso dovrà essere presentata tramite PEC entro 180 giorni dalla presentazione del decreto attuativo, che dovrebbe arrivare entro fine gennaio. A gestire il fondo sarà direttamente il ministero dell’Economia, che inizierà a erogare il ristoro a chi, nel 2018, aveva un Isee inferiore ai 35 mila euro.

 

Redazione La Clessidra

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