Economia, Tria prudente sulle stime di crescita. E polemizza con Salvini sulla flat tax

Il ministro Tria mette in guardia: lo 0,2% di crescita potrà essere raggiunto solo con «una crescita sostenuta già nel secondo semestre di quest’anno». E sulla flat tax lancia l’ipotesi di una no tax area per garantire la progressività delle imposte.

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Foto: Il Post

Il ministro Tria appare estremamente cauto sulle prospettive di crescita dell’Italia. Anche lo 0,2% contenuto nel Def – ben più basso rispetto all’1% annunciato nella legge di bilancio – potrebbe risultare difficile da raggiungere. Per farlo sarà infatti necessario arrivare a «una crescita sostenuta già nel secondo semestre di quest’anno, altrimenti non si può raggiungere questo livello». «Con le misure che stiamo prendendo in questi giorni (decreto Crescita e Sblocca cantieri, ndr), speriamo ci sarà un impatto positivo, seppur limitato sul tasso di crescita di quest’anno», ha aggiunto.

A ogni modo, il titolare del Mef ha confermato che non ci sarà alcuna manovra correttiva. «Nell’anno in corso, come sempre abbiamo detto, non ci saranno manovre correttive». Quanto alla patrimoniale, il ministro si è detto «personalmente e concettualmente molto contrario. In Italia colpirebbe tutto il patrimonio immobiliare. Colpirebbe al cuore i risparmi italiani e avrebbe un impatto distruttivo su crescita e consumi».

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Nella sua intervista1/2 in più, su Rai3, Tria si è poi soffermato sulla flat tax. Pur dicendosi favorevole a una tassa piatta – «la flat tax per me concettualmente va bene», ha dichiarato -, il ministro ritiene che debba esserne garantita la progressività. Questo potrebbe essere fatto attraverso «una serie di deduzioni», ad esempio istituendo «un’area no tax, un’area di reddito che non viene tassata se il livello è molto basso». Del resto – ha aggiunto – occorre tenere in considerazione il quadro macroeconomico generale. La tassa unica può essere l’obiettivo prefissato, ma bisogna riconoscere che «per problemi di stabilità finanziaria» occorrerebbe fissarla a un livello molto alto, cosa che danneggerebbe soprattutto i redditi più bassi.

Una posizione prudente, dunque, che non è piaciuta a Matteo Salvini, il quale invece spinge per una misura da attuare in tempi brevi. «Abbassare le tasse e semplificare la vita agli italiani non è un capriccio della Lega, ma un’emergenza per famiglie e imprese. Un dovere previsto nel contratto di governo», ha commentato. «Se qualcuno rallenta la flat tax non danneggia Salvini o la Lega, ma il governo e l’Italia intera. Flat tax subito – ha concluso -, già da quest’anno. Gli italiani ci chiedono coraggio!».

Redazione La Clessidra

Redazione La Clessidra

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