Sicurezza, Salvini: «Taser alle forze dell’ordine a partire da giugno»

Dopo la fase di sperimentazione, il ministro dell’Interno annuncia che il taser diventerà arma di ordinanza per le forze dell’ordine. Ma il Garante nazionale dei diritti delle persone detenute mette in guardia dal rischio di legittimare un uso improprio dello strumento.

taser

Il taser diventerà arma d’ordinanza per le forze dell’ordine a partire dal prossimo giugno. A dirlo è stato il ministro dell’Interno Salvini, lo scorso 14 aprile, durante la convenion della Lega in Lazio. L’annuncio segue la conclusione della fase di sperimentazione iniziata a settembre in 12 città (Milano, Napoli, Torino, Bologna, Genova, Firenze, Palermo, Catania, Padova, Caserta, Reggio Emilia e Brindisi). Secondo i dati resi noti dal Viminale, nei primi sei mesi il taser è stato utilizzato 48 volte. Nella maggior parte dei casi, si legge, è stato sufficiente minacciarne l’uso per risolvere la situazione.

L’arma potrà essere usata solo dagli agenti di pubblica sicurezza, dopo un apposito percorso di formazione e a seguito dell’adozione, da parte del Comune di riferimento, di un apposito regolamento. Resta critico il Garante nazionale dei diritti delle persone detenute Mauro Palma, per il quale tali paletti «non sono assolutamente sufficienti a dissipare la preoccupazione circa l’estensione dell’uso della nuova arma. Si rischia -è il monito – di aprire la strada a un utilizzo molto esteso e capillare sul territorio», legittimando possibili abusi.

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La notizia ha riacceso un acceso dibattito tra favorevoli e contrari. Se da una parte il taser può sostituire, almeno in certe circostanze, l’uso della pistola, riducendo il rischio di feriti o morti, dall’altra c’è chi sottolinea come proprio questo fatto possa portare all’aumento nel ricorso a simili strumenti da parte delle forze armate. In questa direzione, affermano, spingono le parole dello stesso Salvini che si è detto contrario all’introduzione del numero identificativo sui caschi dei poliziotti, «che sono già abbastanza facilmente bersagli dei delinquenti anche senza il numero in testa».

All’annuncio del ministro Salvini va aggiunto quello di Luigi Di Maio. Dopo l’uccisione di un carabiniere a Foggia, infatti, il vicepremier ha annunciato di voler introdurre aggravanti in caso di aggressione e di atti di violenza compiuti nei confronti delle forze dell’ordine (inclusi polizia, militari e vigili del fuoco). A quanto si apprende, la stretta potrebbe essere introdotta nel provvedimento sulla violenza nei confronti dei medici e dei funzionari degli ospedali su cui sono al lavoro il ministro Bonafede e la ministra Grillo.

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Redazione La Clessidra

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