Salvataggio Alitalia: Atlantia annuncia di non voler partecipare all’operazione

Atlantia, società che controlla Autostrade per l’Italia, ha fatto sapere di non essere interessata a partecipare all’operazione di salvataggio di Alitalia.

Alitalia

AGGIORNAMENTO DEL 19/04/2019

Anche Atlantia si è tirata fuori dal salvataggio di Alitalia. A confermarlo è stato Giovanni Castellucci, amministratore delegato della società.

ARTICOLO ORIGINALE

La partita su Alitalia si fa sempre più delicata. A un mese dal ritiro di Air France e di EasyJet, non è ancora stato trovato un partner privato che affianchi Delta Airlines, Fds e Mef nell’operazione di salvataggio della compagnia. Secondo diversi quotidiani, nelle ultime settimane il governo starebbe valutando il coinvolgimento di Atlantia, società capogruppo degli aeroporti di Roma e hub di riferimento della compagnia.

La questione è tuttavia estremamente intricata. Atlantia, controllata al 30% dalla famiglia Benetton, è infatti la holding che controlla Autostrade per l’Italia, in rotta di collisione con l’esecutivo in seguito al crollo del ponte Morandi. La riluttanza dell’azienda a prendere parte all’operazione ha dunque natura politica, oltreché puramente economica. Fonti vicine alla trattativa lasciano intendere tuttavia che i contatti tra governo e holding proseguono. Potrebbe essere lo stesso premier Conte a sbloccare la situazione, facendo da mediatore tra le parti.

Gli scenari che si aprono sono due: nel caso Atlantia entrasse a far parte della newco, questa sarebbe riabilitata pubblicamente; in caso contrario, è probabile che l’esecutivo non riuscirà a salvare l’ex compagnia di bandiera, che con tutta probabilità passerebbe ad acquirenti esteri.

Leggi anche: Alitalia, Di Maio: «Interesse di Fs e Mef. Lo Stato controllerà il 51% delle quote»

Al momento, Delta Airlines resta l’unico partner di Ferrovie dello Stato. Al momento, la compagnia ha confermato l’impegno a entrare con una quota iniziale del 10% che, qualora i risultati nei prossimi anni dovessero essere positivi, potrebbe crescere fino ad arrivare al 49%.

La quota rilevata da Fs non potrà invece superare il 30%. Gli accordi prevedono la combinazione con le tratte ferroviarie ad alta velocità nel breve raggio, che andrebbero a sostituire i voli Alitalia oggi in perdita. Inoltre, prevedono che non vengano in alcun modo intaccate le risorse destinate agli investimenti nel settore ferroviario a vantaggio di quello aereo. Quanto al ministero dell’Economia, esso avrà una quota massima del 15% e dovrebbe convertire in capitale una parte del prestito statale di 900 concesso dopo il commissariamento, che Alitalia non è in grado di restituire.

Allo stato attuale, dunque, la cordata Delta-Fs-Mef coprirebbe il 55% del capitale della compagnia aerea. Perché la newco si costituisca è necessario trovare altri investitori che acquistino il 45% di quote rimanente. Secondo Il Sole 24 Ore, già Eni, Leonardo-Finmeccanica e Cassa Depositi e Prestiti si sarebbero tirati indietro in maniera chiara. Poste Italiane e Fincantieri non hanno rifiutato il loro impegno, ma al momento le trattative sembrano non fare passi avanti. Per questo motivo, il governo starebbe contattando anche partner privati. L’obiettivo è arrivare a una copertura del 100% entro Pasqua.

Redazione La Clessidra

Redazione La Clessidra

LEAVE A COMMENT