Presentata la proposta di estensione del voto ai 18enni al Senato

La proposta, presentata il 19 aprile dal pentastellato Giuseppe Brescia, ricalca quella presentata (e rifiutata) da Pd, LeU e +Europa e prevede l’estensione del voto ai 18enni per il Senato.

voto ai 18enni

È stata presentata ieri, in commissione Affari costituzionali alla Camera, la proposta di legge costituzionale per l’estensione del voto ai 18enni. A muoversi in tal senso è stato il presidente della Commissione Giuseppe Brescia (M5S), che ha così accolto le richieste provenienti dalle opposizioni. Una bozza di provvedimento analoga era stata presentata pochi giorni prima alla Camera da Pd, LeU e +Europa. In quell’occasione, la misura era stata dichiarata inammissibile dallo stesso Brescia. «Non si può usare la Costituzione come un decreto legge, è inaccettabile. Noi su questo punto siamo pronti a tutto, anche al ricorso alla Consulta», aveva commentato il capogruppo del Pd Graziano Delrio, aggiungendo subito che «noi siamo favorevoli al taglio dei parlamentari, però questo comporta la discussione su alcune questioni collegate».

La proposta di estendere il voto ai 18enni per il Senato si inserisce nell’ambito della più generale riforma che dovrebbe portare alla riduzione del numero dei parlamentari presentata dal ministro Fraccaro. La riforma prevede la riduzione del numero dei parlamentari, dagli attuali 945 a 600. Il numero di Deputati scenderebbe da 630 a 400; il numero di Senatori passerebbe da 315 a 200. Viene ridotto anche il numero di rappresentanti eletti nella circoscrizione Estero (da 12 a 8 alla Camera e da 6 a 4 al Senato). Il numero minimo di Senatori per ogni Regione passa dagli attuali 7 a 4, con un solo rappresentante per il Molise. Quanto ai Senatori a vita, il testo ne riduce il numero a cinque.

Contestualmente al progetto di riforma costituzionale, in commissione si discute anche il ddl per il ridisegno dei collegi elettorali. Il testo non prevede più l’indicazione numerica fissa dei collegi uninominali. Al suo posto un’indicazione, sotto forma di frazione, in proporzione al numero totale dei parlamentari. Più nello specifico, secondo il provvedimento il numero di collegi uninominali costituisce i 3/8 del totale dei seggi, con arrotondamento all’unità inferiore per la Camera e all’unità più prossima per il Senato.

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Redazione La Clessidra

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