Voto ai 18enni al Senato: primo via libera dalla Camera

La proposta, presentata il 19 aprile dal pentastellato Giuseppe Brescia, ricalca quella presentata (e rifiutata) da Pd, LeU e +Europa e prevede l’estensione del voto ai 18enni per il Senato. Il testo passerà ora a Palazzo Madama per l’approvazione definitiva.

voto ai 18enni

AGGIORNAMENTO DEL 31/07/2019

Ieri la Camera ha dato il via libera alla proposta di legge costituzionale per l’estensione del voto ai 18enni al Senato. I voti favorevoli sono stati 487, i contrari 5 e gli astenuti 7. Il testo, che va a modificare l’art. 58 della Costituzione e a uniformare l’accesso all’elettorato passivo dei due rami del Parlamento, passerà ora al Senato per l’ok definitivo.

Soddisfatto il ministro per i Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro. «Con l’estensione della platea del corpo elettorale di Palazzo Madama, il mandato elettorale che i cittadini conferiscono ai loro rappresentanti avrà una legittimazione ancora maggiore e anche i cittadini più giovani potranno esprimere le loro preferenze per il Senato, aumentando così i diritti di partecipazione», ha commentato.

Soddisfatto anche Alberto Stefani (Lega), per il quale la proposta di legge «sana un anacronismo contro cui, come Lega, ci siamo sempre battuti. Pensiamo – ha dichiarato – che sia il legittimo riconoscimento a una generazione di esercitare appieno il proprio diritto-dovere e riteniamo sia un passaggio utile ad aprire le istituzioni e la vita politica attiva ai più giovani».

AGGIORNAMENTO DEL 28/06/2019

Venerdì 28 giugno i gruppi parlamentari in commissione Affari costituzionali alla Camera hanno approvato all’unanimità la proposta di legge costituzionale che prevede l’estensione del voto ai 18enni al Senato. L’approvazione del provvedimento è stata resa possibile dal lavoro congiunto dei Deputati Valentina Corneli (M5S) e Stefano Ceccanti (Pd). La discussione alla Camera è calendarizzata per il prossimo 22 luglio.

ARTICOLO ORIGINALE

È stata presentata ieri, in commissione Affari costituzionali alla Camera, la proposta di legge costituzionale per l’estensione del voto ai 18enni al Senato. A muoversi in tal senso è stato il presidente della Commissione Giuseppe Brescia (M5S), che ha così accolto le richieste provenienti dalle opposizioni. Una bozza di provvedimento analoga era stata presentata pochi giorni prima alla Camera da Pd, LeU e +Europa. In quell’occasione, la misura era stata dichiarata inammissibile dallo stesso Brescia. «Non si può usare la Costituzione come un decreto legge, è inaccettabile. Noi su questo punto siamo pronti a tutto, anche al ricorso alla Consulta», aveva commentato il capogruppo del Pd Graziano Delrio, aggiungendo subito che «noi siamo favorevoli al taglio dei parlamentari, però questo comporta la discussione su alcune questioni collegate».

La proposta di estendere il voto ai 18enni per il Senato si inserisce nell’ambito della più generale riforma che dovrebbe portare alla riduzione del numero dei parlamentari presentata dal ministro Fraccaro. La riforma prevede la riduzione del numero dei parlamentari, dagli attuali 945 a 600. Il numero di Deputati scenderebbe da 630 a 400; il numero di Senatori passerebbe da 315 a 200. Viene ridotto anche il numero di rappresentanti eletti nella circoscrizione Estero (da 12 a 8 alla Camera e da 6 a 4 al Senato). Il numero minimo di Senatori per ogni Regione passa dagli attuali 7 a 4, con un solo rappresentante per il Molise. Quanto ai Senatori a vita, il testo ne riduce il numero a cinque.

Contestualmente al progetto di riforma costituzionale, in commissione si discute anche il ddl per il ridisegno dei collegi elettorali. Il testo non prevede più l’indicazione numerica fissa dei collegi uninominali. Al suo posto un’indicazione, sotto forma di frazione, in proporzione al numero totale dei parlamentari. Più nello specifico, secondo il provvedimento il numero di collegi uninominali costituisce i 3/8 del totale dei seggi, con arrotondamento all’unità inferiore per la Camera e all’unità più prossima per il Senato.

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Redazione La Clessidra

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