Salvini: «Reintroduciamo la leva obbligatoria». Ma la Difesa frena: «Idea non più al passo coi tempi»

La proposta non piace alla ministra della Difesa Trenta, per la quale è solo «un’idea romantica». La leva obbligatoria fu abolita nel 2000 proprio per iniziativa dell’allora ministro Sergio Mattarella.

leva obbligatoria

Mentre la tensione tra Movimento 5 Stelle e Lega raggiunge livelli mai toccati prima, il ministro dell’Interno torna su uno dei cavalli di battaglia della campagna elettorale del Carroccio: la reintroduzione della leva obbligatoria. «Da settembre – ha annunciato alcuni giorni fa durante un comizio a Pinzolo, in provincia di Trento – l’educazione civica diventerà materia obbligatoria nelle scuole. Inoltre dovremo anche reintrodurre il servizio militare obbligatorio, magari nel Corpo degli Alpini».

La proposta di Salvini ha trovato però un freno nel ministero della Difesa. «Pensiamo al futuro, non al passato», hanno commentato fonti interne. Del resto già lo scorso agosto la ministra Trenta aveva liquidato l’iniziativa come «un’idea romantica» e «non più al passo con i tempi». Parere condiviso anche dall’ex ministra Roberta Pinotti, per la quale si tratta di «stupidaggini». «Salvini oggi si mette la felpa degli Alpini», ha commentato. «Ma ha ragione la Difesa perché la difesa della patria, che si esplicita in particolare nelle missioni all’estero e nella lotta al terrorismo, ha bisogno di professionalità che non possono realizzarsi con un tempo limitato di formazione».

A rendere ancora più curiosa la proposta del leader della Lega il fatto che la leva obbligatoria sia stata abrogata 19 anni fa proprio dall’allora ministro della Difesa Sergio Mattarella. Era l’ottobre 2000 quando il Senato approvava la legge che prevedeva il servizio di leva obbligatorio «solo in caso di guerra o di particolari casi di crisi». Da quel momento in poi, le forze armate hanno reclutato esclusivamente personale volontario. In quell’occasione, Mattarella aveva sottolineato come l’iniziativa avesse incontrato un consenso trasversale, «che ha superato schieramenti di maggioranza e opposizione».

«È da dieci anni – aveva aggiunto – che si è sentita l’esigenza di definire un nuovo modello di difesa, una volta finita la divisione del mondo in blocchi, in una situazione assai più articolata. Non abbiamo più un nemico con cui confrontarci e avvertiamo l’esigenza come Paese, come Unione Europea e come Alleanza Atlantica, di difendere la pace dove viene messa in pericolo e di ripristinarla dove è venuta meno. È questo l’obiettivo che la nuova stagione storica assegna al nostro Paese e all’Europa, perché le missioni di pace sono il vero scopo del nostro impegno».

Nella visione di Matteo Salvini, la leva obbligatoria servirebbe a educare i giovani «a un uso responsabile e consapevole dell’arma». Non solo: la leva sarebbe anche un antidoto al razzismo. «Quando sei in camerata non conta nulla dove sei nato», affermava in un’intervista lo scorso febbraio, memore della sua esperienza in Piemonte e in Lombardia nel 1995. «Un servizio di leva obbligatorio aiuterebbe l’integrazione di ragazzi che sono venuti qui dall’altra parte del mondo e che cresceranno con l’amore per l’Italia».

Daniele

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