Scuola: raggiunto l’accordo tra sindacati e governo. Revocato lo sciopero del 17 maggio

Tra le altre cose, il governo si è impegnato ad aumentare gli stipendi degli insegnanti e a ridurre il precariato nella scuola pubblica. Soddisfatto il premier Conte: «Istruzione e ricerca sono una priorità».

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Foto: Sky TG24

Non solo Salva Roma. Nel consiglio dei Ministri del 23 aprile c’è stato spazio per siglare l’accordo tra i sindacati del mondo della scuola (Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda) e il governo. A seguito dell’intesa, lo sciopero proclamato per il 17 maggio è stato sospeso. Soddisfatto il ministro dell’Istruzione Bussetti. «A Palazzo Chigi abbiamo appena siglato l’accordo con i sindacati rappresentativi dei nostri settori. Più risorse per il prossimo rinnovo contrattuale, per garantire stipendi adeguati agli insegnanti. Soluzioni mirate per il precariato: chi insegna da più di 36 mesi avrà percorsi dedicati per l’immissione in ruolo. Sono due dei punti qualificanti dell’intesa», ha scritto su Facebook.

A quanto si apprende, entrambe le parti hanno deciso di avviare l’iter del rinnovo del contratto collettivo di lavoro del comparto istruzione, scaduto lo scorso dicembre. Contestualmente, il governo si è impegnato ad aumentare gli stipendi degli insegnanti in modo da aumentare il loro potere d’acquisto nel prossimo triennio. Il premier e il ministro hanno poi garantito che, nella prossima legge di bilancio, saranno trovate nuove risorse da destinare al personale scolastico, così da ridurre il gap salariale tra l’Italia e gli standard europei.

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Quanto all’Università e alla ricerca, l’esecutivo intende consentire una maggiore flessibilità nell’uso del salario accessorio e incrementare il personale impegnato in attività di ricerca e di insegnamento. I sindacati hanno poi ottenuto rassicurazioni circa gli effetti dell’autonomia differenziata in discussione alle Camere. Il governo si è impegnato a preservare l’unità e l’identità culturale del sistema di istruzione e ricerca, e a garantire un sistema di reclutamento uniforme che offra a tutti lo stesso contratto collettivo.

«Istruzione e ricerca sono un comparto strategico per il nostro Paese e una priorità per questo governo», ha commentato su Facebook il premier Conte. «Consapevole di dover investire di più in questo settore, pur in un quadro di finanza pubblica che purtroppo ci pone dei vincoli (ricordiamo che la legge di bilancio 2019 ha confermato la riduzione degli stanziamenti per l’istruzione, dai 48.317 milioni del 2019 ai 44.478 milioni del 2021, ndr), il governo si è impegnato a individuare le risorse necessarie per il rinnovo dei contratti, assicurando un congruo incremento degli stipendi». «Andiamo avanti sulla via del dialogo – ha aggiunto -, con l’obiettivo di superare le vertenze di un comparto troppo a lungo trascurato dai precedenti governi. Continuerò a visitare le scuole italiane, nella consapevolezza del ruolo fondamentale che esse svolgono, in una prospettiva inclusiva e solidale, nella costruzione di un futuro migliore, più umano e più giusto, per il nostro Paese».

 

Redazione La Clessidra

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