Di Maio torna a parlare di riders: «Normativa in arrivo nelle prossime settimane»

Dopo oltre un anno di promesse mancate, il leader pentastellato torna ad affrontare il nodo dei riders e assicura: «Le nuove norme saranno contenute in un apposito decreto sulla tutela delle categorie deboli».

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AGGIORNAMENTO DEL 05/08/2019

A oltre un anno dalla promessa originale, la nuova normativa sui riders dovrebbe essere prossima all’approvazione. A comunicarlo il ministro del Lavoro Luigi Di Maio, secondo il quale il governo sarebbe pronto a varare un decreto legge in materia di crisi aziendali e tutela delle categorie deboli. La questione è stata più volte affrontata dal vicepremier, ma finora dalle parole non si è mai passati ai fatti.

Tra le altre cose, la proposta del governo prevede la copertura obbligatoria Inail e un mix tra paga oraria e cottimo (nonostante la promessa iniziale di eliminarlo completamente). In particolare, la paga oraria sarà riconosciuta «a patto che per ogni ora si accetti almeno una chiamata», mentre quella legata alle consegne dovrà essere «in misura non prevalente». Previsti infine «tutele assicurative, rimborsi spese, assistenza sanitaria e un salario minimo».

ARTICOLO ORIGINALE

Il ministro del Lavoro Di Maio torna a parlare di riders. Lo fa a quasi un anno dalla promessa – finora mancata – di adottare norme che garantiscano più garanzie sul piano salariale e più tutele sulla sicurezza ai lavoratori della gig economy. In sede di conversione del decreto Crescita – ha annunciato – verrà introdotta una normativa ad hoc che prevedrebbe l’estensione della copertura Inail per gli infortuni, una migliore contribuzione Inps e vieterebbe la retribuzione a cottimo.

Come anticipato, non è la prima volta che Di Maio annuncia interventi in tal senso. L’ultimo in ordine di tempo risale a inizio marzo, quando il ministro assicurava che le nuove norme sarebbero state introdotte con un emendamento al decretone su reddito di cittadinanza e quota 100. Il decreto è stato approvato in via definitiva, ma l’emendamento è stato tagliato fuori per incompatibilità con la materia affrontata nel testo.

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A gennaio, il leader pentastellato assicurava che la nuova legge in materia sarebbe arrivata entro marzo. «L’Italia – aveva aggiunto il leader pentastellato – si prepara ad essere la prima nazione europea a normare questa professione». L’annuncio seguiva la sentenza della Corte di Appello di Torino, che aveva sancito il diritto dei riders di Foodora ad avere una retribuzione calcolata sulla base di quella vigente per i dipendenti del contratto collettivo logistica-trasporto merci (con tredicesima, ferie e malattia pagate). «Questa azienda è riuscita nell’impresa di costruire un meccanismo tale per cui questi fattorini venivano pagati meno di quello che, all’epoca, era la metà del corrispettivo di un voucher per lavoro occasionale. Cioè una miseria», aveva commentato l’avvocato Sergio Bonetto.

Lo scorso giugno, infine, il neo-insediato ministro aveva assicurato che la normativa sui riders sarebbe stata contenuta nel decreto dignità. «Non accettiamo ricatti. I nostri giovani prima di tutto», aveva annunciato. Il decreto dignità è stato approvato, ma al suo interno non vi era nessuna norma in merito. A mesi di distanza, il titolare del Mise aveva promesso una legge entro fine 2018: «Sono fiducioso del fatto che entro fine anno troviamo una soluzione per i riders». Non ci resta che attendere e verificare se, a otto mesi di distanza dall’annuncio originario, la tanto attesa normativa sui riders riuscirà a vedere la luce.

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Redazione La Clessidra

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