Bonus cultura, la denuncia di Aie: «Tagliati 100 milioni di euro»

Immediata la replica del Mibac: «Nessun taglio. Si tratta di un prestito temporaneo per finanziare il decreto Crescita».

bonus cultura

Il governo ha sottratto 100 milioni di euro dal fondo destinato al bonus cultura per i 18enni. A lanciare l’allarme è stato Ricardo Franco Levi, presidente dell’Associazione Italiana Editori (Aie), che ha parlato di un «grave errore che chiediamo di correggere». «Siamo increduli – ha aggiunto -. In una notte sono scomparsi 100 milioni per la cultura. Si pensa alla crescita tagliando sul futuro dei giovani». Di qui l’appello: «Siamo certi che il ministro Bonisoli, governo e Parlamento troveranno come ricostituire il fondo nella sua interezza». La stessa preoccupazione è stata condivisa anche da Fabio Del Giudice, direttore di Confindustria Cultura. «Non riusciamo a comprendere – ha commentato – come il Governo possa mettere in atto una politica che riduca gli interventi per la cultura a favore dei giovani facendo sparire in una notte 100 milioni di euro, dopo che con un precedente provvedimento il bonus era già stato ridotto di 40milioni».

Alle preoccupazioni di Levi e Del Giudice hanno replicato, con una nota congiunta, il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli e la viceministra all’Economia Laura Castelli. Il governo – hanno precisato – non intende intaccare il bonus cultura. «Ai ragazzi nati nel 2000 – si legge – non sarà tolto un solo euro». Il taglio ai fondi denunciato dall’Aie sarebbe in realtà una sorta di prestito temporaneo necessario a finanziare il Def. «Sono stati solo ed esclusivamente anticipati 100 milioni di euro per il dl Crescita: una misura indispensabile per la ripresa economica del Paese». I fondi – hanno aggiunto – «saranno stanziati di nuovo tra qualche settimana».

Il Partito Democratico non ci sta e va all’attacco del governo. Secondo la Deputata Anna Ascani la nota congiunta di Bonisoli e Castelli «è ridicola». L’art. 50 del decreto, ha spiegato, «parla chiaro: nel 2019 il bonus cultura è stato tagliato di 100 milioni di euro. Il resto è solo propaganda». Il testo, ha proseguito l’esponente Dem, «prevede l’utilizzo di 100 milioni di euro per l’anno 2019, mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 979, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, che è appunto 18app. Da Bonisoli e Castelli un goffo tentativo di nascondere la realtà, se il governo ha bisogno di un “anticipo” può tranquillamente prendere i soldi da altre misure ma non dalla cultura che sta subendo già tagli pesantissimo per colpa di questa maggioranza».

Ricordiamo che, in un primo momento, il ministro Bonisoli si era detto dubbioso circa la reale efficacia del bonus cultura, tanto da ipotizzare in un primo momento l’eliminazione del contributo destinato ai 18enni. Alla fine, però, il Mibac ha deciso di mantenere la misura introdotta dal governo Renzi. Il bonus prevede l’erogazione di un contributo pari a 500 euro per i giovani che compiono 18 anni nel 2019, che può essere usato per l’acquisto di prodotti culturali in senso ampio (non solo libri ed ebook, come precisato inizialmente, ma anche prodotti editoriali audiovisivi come DVD e Blu-Ray). Come riporta Il Fatto Quotidiano, nel 2017 sono stati usati 2.167.410 buoni fisici, per un valore di 75.308.365 euro. I buoni spesi online sono stati invece 2.358.852, per un totale di 78,5 milioni di euro. I voucher sono stati usati soprattutto per l’acquisto di biglietti del cinema, libri e musica (sia online che offline). Minore l’utilizzo per l’ingresso nei musei o per i corsi di musica e di teatro.

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Daniele

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