Sblocca cantieri: passo indietro del governo sulle gare d’appalto

Un emendamento al decreto Sblocca cantieri elimina l’affidamento diretto per gli appalti sotto i 150 mila euro. Al suo posto una consultazione pubblica con 3 operatori del settore. Rivista al ribasso anche la soglia massima per il subappalto, fissata al 40% (anziché al 50%).

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AGGIORNAMENTO DEL 25/05/2019

Il governo fa marcia indietro sulle norme previste dallo Sblocca cantieri riguardanti gli appalti pubblici. Le commissioni Ambiente e Lavori pubblici del Senato hanno approvato un emendamento al decreto Sblocca cantieri, proposto dalla Lega, che riporta a 1 milione di euro la soglia sotto la quale è possibile affidare i lavori dopo aver consultato un certo numero di aziende.

In particolare, in base alle ultime modifiche, il quadro è il seguente:

  • Per gli appalti da 40 a 150 mila euro andranno consultati 3 operatori, individuati tramite indagini di mercato o elenchi di operatori (nella prima versione era previsto l’affidamento diretto);
  • Per gli appalti tra 150 e 350 mila euro il numero di operatori sale a 10;
  • Per gli appalti dai 350 mila euro a un milione di euro si arriva a 15 operatori;
  • Per gli appalti di importo superiore al milione di euro si dovrà ricorrere alla gara ordinaria.

Quanto al subappalto, invece, un emendamento presentato dal Movimento 5 Stelle abbassa dal 50 al 40% la soglia massima di affidamento dei lavori in subappalto (la precedente legge del 2016 fissava la soglia al 30%).

ARTICOLO ORIGINALE

Nella maggioranza torna a riaccendersi il dibattito sul decreto Sblocca cantieri. Dopo l’approvazione in consiglio dei Ministri lo scorso 17 aprile, il governo è al lavoro per approvare il provvedimento prima dello stop ai lavori parlamentari per le elezioni europee del 26 maggio. A far discutere, negli ultimi giorni, è la proposta avanzata dalla Lega di modificare le soglie per l’affidamento senza gara degli appalti.

L’emendamento, a firma del capogruppo al Senato Massimiliano Romeo, stabilisce infatti che per gli appalti tra i 40 e i 150 mila euro l’affidamento possa avvenire in maniera diretta, «previa consultazione di tre operatori economici». Nella fascia superiore, tra i 150 mila e i 350 mila euro, è prevista una procedura negoziata con la consultazione di 10 operatori. Tra i 350 mila euro e fino a un milione rimarrebbe la procedura negoziata, con la partecipazione di 15 operatori. Solo per gli appalti sopra il milione di euro si adotterebbe la procedura ordinaria. Se, da un lato, una simile modifica consentirebbe di velocizzare i tempi di assegnazione e di snellire le procedure burocratiche, dall’altro è evidente che un minor controllo apre a una serie di rischi legati alla trasparenza e alle possibili infiltrazioni della criminalità organizzata.

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Un emendamento del Movimento 5 Stelle mira invece ad abbassare la soglia massima del subappalto: dal 50% previsto attualmente al 40% del valore dei lavori. Una percentuale comunque superiore a quella indicata dal codice degli appalti, che al momento è pari al 30%.

Tra le altre cose, inoltre, la Lega ha proposto di aumentare i tempi per avviare i lavori dei piccoli Comuni finanziati con il piano da 400 milioni di euro gestito dal ministero dell’Interno. In particolare, la scadenza per l’avvio dei cantieri per la sicurezza di scuole, strade, edifici pubblici e patrimonio comunale passa dal 15 maggio al 31 luglio 2019. Il termine per la revoca dei finanziamenti nei confronti dei Comuni in ritardo o inadempienti viene posticipato invece dal 15 giugno al 31 agosto. Infine, con un emendamento bipartisan (firmato da M5S, Lega, Pd e Fi) si propone l’installazione di telecamere di sicurezza nelle scuole dell’infanzia e nelle strutture di assistenza e cura di anziani e disabili.

Redazione La Clessidra

Redazione La Clessidra

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