Decreto Sicurezza bis: via le sanzioni per le navi che soccorrono migranti

Alla luce delle criticità rilevate dal Quirinale, dalla bozza del decreto Sicurezza bis è stata stralciata la norma che prevedeva sanzioni economiche alle navi che avessero svolto attività di salvataggio di migranti. Ora la Lega spinge per l’approvazione in Cdm in tempi rapidi.

decreto sicurezza bis

AGGIORNAMENTO DEL 22/05/2019

Dopo le criticità espresse dal Quirinale, dal decreto Sicurezza bis è stata stralciata la norma che prevedeva sanzioni economiche per le navi che soccorrono i migranti in mare, violando le norme e le istruzioni «delle autorità responsabili dell’area in cui ha luogo l’operazione di soccorso». Nella nuova bozza le sanzioni si applicano esclusivamente alle navi che non rispettino le normative vigenti.

Superata la criticità maggiore, la Lega spingerà per l’approvazione del decreto in un nuovo consiglio dei Ministri da tenere in settimana, presumibilmente oggi o domani.

AGGIORNAMENTO DEL 17/05/2019

Il decreto Sicurezza bis si arricchisce di un nuovo punto. Il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha infatti annunciato che, tra le altre cose, il pacchetto prevede l’istituzione di un Fondo di premialità per le politiche di rimpatrio e una ulteriore stretta sulle espulsioni dei migranti irregolari con pene fino a 4 anni.

Quanto al primo aspetto, il Fondo sarà istituito presso il ministero degli Esteri. Esso offrirà un sostegno mirato alle operazioni di collaborazione per i rimpatri dei soggetti irregolari provenienti da Paesi extra-UE, con veri e propri premi destinati a chi si distinguerà in tal senso. La dotazione prevista per il 2019 sarà di 2 milioni di euro, ma l’importo potrà essere aumentato annualmente per un importo non superiore a 50 milioni. Quanto al secondo aspetto, il decreto prevede l’espulsione per i migranti detenuti che debbano scontare una pena detentiva non superiore a 4 anni.

Il decreto Sicurezza bis dovrebbe essere analizzato lunedì 20 maggio dal consiglio dei Ministri.

ARTICOLO ORIGINALE

È stato annunciato lo scorso 10 maggio dal ministro dell’Intero Matteo Salvini il decreto Sicurezza bis. Se dovesse essere approvato, il provvedimento rappresenterebbe un ulteriore giro di vite rispetto alla prima versione del decreto approvata in autunno. Il testo, di appena cinque pagine, prevede interventi in ambiti quali l’immigrazione, l’ordine pubblico e la lotta alla criminalità organizzata. Di seguito i punti principali del provvedimento.

Sanzioni per chi effettua attività di soccorso in mare

L’articolo 1 prevede sanzioni da 3.500 a 5.500 euro per ogni migrante trasportato per chi, «nello svolgimento di operazioni di soccorso in acque internazionali, non rispetta gli obblighi previsti dalle Convenzioni internazionali, con particolare riferimento alle istruzioni operative delle autorità SAR competenti o di quelle dello Stato di bandiera». Qualora la violazione si compiuta da «navi battenti bandiera italiana, è prevista la sospensione da 1 a 12 mesi o la revoca della licenza o dell’autorizzazione».

La gestione dei porti passa al ministero dell’Interno

Il decreto Sicurezza bis prevede che la gestione dei porti passi dalla sfera di competenza del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti al ministero dell’Interno. Il Viminale potrebbe dunque vietare o limitare il transito (o la sosta) nelle acque territoriali per motivi di ordine pubblico. Il Mit sarebbe responsabile solo della sicurezza della navigazione e della protezione dell’ambiente marino.

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Al fine di contrastare l’immigrazione clandestina, inoltre, si prevede lo stanziamento di tre milioni di euro in tre anni per finanziare l’impiego di agenti di polizia stranieri per operazioni sotto copertura.

Giro di vite sulle manifestazioni

Il provvedimento inasprisce le sanzioni per i reati di devastazione, saccheggio e danneggiamento commessi durante cortei o manifestazioni. Inoltre, trasforma da violazione amministrativa a vero e proprio reato le azioni di chi si opponga alle forze dell’ordine con qualsiasi forma di resistenza, anche passiva.

In particolare, il provvedimento intende colpire duramente «coloro che si oppongono a pubblici ufficiali e incaricati di pubblico servizio attraverso l’utilizzo di scudi o altri oggetti di protezione passiva, di materiali imbrattanti; coloro che utilizzano razzi, fuochi artificiali, petardi od oggetti simili; nonché coloro che fanno ricorso a mazze, bastoni o altri oggetti contundenti». Al fine di tutelare ulteriormente le forze dell’ordine, infine, si elimina «la possibilità di configurare la causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto in caso di reato di violenza, resistenza, minaccia e oltraggio commessi a danno di un pubblico ufficiale nell’esercizio delle proprie funzioni».

Criminalità organizzata: la norma spezzaclan

Infine, il decreto prevede l’istituzione di un commissario straordinario al fine di strutturare un programma di interventi per eliminare l’arretrato delle sentenze di condanna da eseguire, nonché 800 assunzioni di personale non dirigenziale. Esso prevede un ingente rafforzamento delle misure di sicurezza e l’impiego di 500 militare per le Universiadi 2019, che si svolgeranno il prossimo luglio a Napoli.

Daniele

Daniele

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