L’Iva sugli assorbenti resta al 22%. D’Uva (M5S): «Favoriamo le soluzioni non inquinanti»

Per il capogruppo M5S alla Camera, la decisione di non abbassa l’Iva sugli assorbenti al 4% ha a che fare con l’ambiente: «Esistono soluzioni non inquinanti come le coppette e i pannolini lavabili».

iva sugli assorbenti

Foto: Leggo.it

AGGIORNAMENTO DEL 17/05/2019

«Non abbiamo abbassato l’Iva sugli assorbenti perché non c’era la copertura finanziaria in quel provvedimento. E in più noi siamo anche per l’ambiente, non siamo a favore degli assorbenti usa e getta. Ci sono delle possibilità non inquinanti, come le coppette mestruali e i pannolini lavabili». Così Francesco D’Uva, capogruppo M5S alla Camera, durante il suo intervento a Omnibus (La7) ha spiegato le motivazioni del voto contrario di Montecitorio alla proposta del Pd di abbassare l’Iva sugli assorbenti dal 22% al 4%.

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Nella giornata di ieri la Camera ha bocciato l’emendamento alla proposta di legge sulle semplificazioni fiscali avanzato dal Partito Democratico, che prevedeva l’abbassamento al 5% dell’Iva sugli assorbenti. A motivare la spiegazione è stata la presidente della commissione Bilancio Carla Ruocco (M5S). Rifacendosi ai dati forniti dalla Ragioneria dello Stato, la Deputata ha spiegato che tale abbassamento comporterebbe una spesa pari a circa 300 milioni per le casse dello Stato.

«Lo abbiamo chiesto in legge di bilancio e avete respinto i nostri emendamenti. Lo abbiamo riproposto oggi sulle semplificazioni fiscali: portiamo l’Iva degli assorbenti al 5%, non possono essere considerati beni di lusso. Le coperture ci sono: torniamo in commissione Bilancio e definiamole insieme», è stato il commento del Deputato Dem Francesco Boccia. Ruocco ha precisato poi che anche il presidente della commissione Sanità del Senato, Pierpaolo Sileri (M5S), ha depositato una proposta in tal senso. Qualora i lavori dovessero andare avanti, ha lasciato intendere, molto probabilmente sarà la sua proposta a essere esaminata.

L’abbassamento dell’Iva sugli assorbenti, sui pannolini e più in generale sui prodotti per l’igiene di donne e anziani era stata avanzata già lo scorso novembre, con l’obiettivo di inserire tali norme nella manovra finanziaria. Come sappiamo, il testo definitivo della legge di bilancio ha visto l’esclusione di quelle misure per evitare – questa la motivazione fornita dal governo – di incorrere nel parere negativo dell’Unione Europea.

Redazione La Clessidra

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