Approvata in via definitiva la legge sul voto di scambio politico-mafioso

La legge sul voto di scambio lega in maniera indissolubile il voto di scambio con l’associazione di stampo mafioso, con un inasprimento delle pene tanto per il corruttore quanto per il politico corrotto. Critici Pd e Forza Italia: «Da M5S e Lega solo propaganda».

voto di scambio

Dopo il Sì della Camera, lo scorso 17 marzo, anche il Senato ha dato il via libera alla legge sul voto di scambio, che sarà ora pubblicata in Gazzetta Ufficiale. Il provvedimento è stato approvato con 157 voti favorevoli, 81 contrari e due astenuti. Il primo a esultare è stato il vicepremier Luigi Di Maio, che su Twitter ha commentato: «La nostra riforma del voto di scambio politico-mafioso adesso è legge! Rafforzare questa norma era un dovere anche nei confronti di chi ha dato la vita per impedire ogni patto tra politica e criminalità organizzata».

Diverso il parere delle opposizioni, Pd e Fi in testa. «All’inizio della scorsa legislatura fu approvata la riforma del 416-ter. Quella riforma, lo ha ripetuto la procura Antimafia più volte, ha funzionato», ha commentato il vicepresidente dei Senatori Dem Franco Mirabelli, spiegando il voto contrario del partito. «Ora questa maggioranza, in nome della propaganda, la vuole cambiare al fine di intestarsi una battaglia per apparire gli unici depositari del principio di legalità, proprio mentre il decreto Sblocca cantieri fa un passo indietro su questo terreno, come denunciato anche oggi da Raffaele Cantone. Per apparire più onesti degli altri – ha concluso Mirabelli -, Lega e 5S peggiorano e mettono a rischio una norma importante: si restringe il campo, si crea incertezza interpretativa, si rischiano profili di illegittimità costituzionale con pene sproporzionate e senza logica».

«Questa legge non la votiamo perché prevede soltanto aumenti di pena sconsiderati e incoerenti con la complessiva legislazione penale», ha aggiunto il capogruppo di Forza Italia in commissione Giustizia Giacomo Caliendo. «Non condividiamo inoltre che in materia penale si intervenga ogni due anni, rendendo così la legislazione slabbrata e in contrasto con i principi fondamentali della Costituzione. Noi riteniamo che il vero antidoto alla mafia siano processi rapidi applicando norme equilibrate e severe come quelle da noi realizzate. Oggi più che mai – ha concluso – vogliamo ribadire che i nostri governi di centrodestra di cui faceva parte anche la Lega hanno approvato leggi di contrasto alla criminalità organizzata tuttora in vigore».

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A favore della legge sul voto di scambio ha votato Liberi e Uguali, nonostante nel precedente voto alla Camera i Deputati si fossero astenuti. Pietro Grasso non ha comunque rinunciato a esprimere tutte le sue perplessità nei confronti di un governo che sta facendo «anche della lotta alla mafia l’ennesimo spot elettorale». «Vederla utilizzata come “scusa” dal ministro dell’Interno per sottrarsi alle celebrazioni della Liberazione, ad esempio, è un modo per svilire un impegno che deve essere costante, quotidiano, serio. Non basta inaugurare a favore dei telecamere beni confiscati molti anni fa. Non bastano post e tweet a ogni arresto per adempiere a quelli che sono gli obblighi di guida del Paese. Il Paese merita molto di più di quanto non stiate facendo, su questo come su tutti gli altri fronti della vostra azione politica».

Riforma del voto di scambio: cosa prevede

Come riporta Il Fatto Quotidiano, la riforma modifica l’articolo 416-ter del codice penale. Essa prevede che chiunque accetti, direttamente o con intermediari, la promessa di procurare voti da parte di soggetti appartenenti alle associazioni mafiose, in cambio di denaro o della promessa di denaro o di altro favore, «è punito con la pena stabilita nel primo comma dell’art. 416-bis». Questa nuova formulazione lega in maniera indissolubile il voto di scambio con l’associazione a delinquere di stampo mafioso, generando un inasprimento delle pene per il primo reato.  Viene inoltre introdotta una aggravante speciale. Se il politico coinvolto nel voto di scambio viene effettivamente eletto, infatti, è previsto un aumento delle pene dagli attuali 10-15 anni a un massimo di 22 anni e mezzo.

Daniele

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