Reddito di cittadinanza: il 24% dei percettori avvierà il percorso di inserimento lavorativo a giugno

1/4 dei beneficiari inizierà il percorso di inserimento nel lavoro a partire da giugno, con un mese di ritardo sulla tabella di marcia. A pesare soprattutto le difficoltà nel riformare i centri per l’impiego.

reddito di cittadinanza

Foto: TPI

Saranno poco più di 120 mila i nuclei percettori del reddito di cittadinanza che, il prossimo giugno, saranno chiamati a sottoscrivere il patto per il lavoro che dovrà inserirli nel mondo del lavoro. Si tratta del 24% del totale (contro il 26% stimato dall’Ufficio parlamentare di bilancio), mentre il restante 76% sarà destinato alla pensione di cittadinanza o a misure di inclusione sociale.

L’avvio del percorso di inserimento è previsto per il 24 giugno, con un mese di ritardo rispetto a quanto previsto inizialmente, per via delle difficoltà nel riformare i centri per l’impiego e dotarli di infrastrutture tecnologiche uniformi. La connessione delle banche dati di Inps, Anpal e Regioni, infatti, consentirà ai Cpi di avere il quadro completo della condizione di ogni nucleo familiare. Contemporaneamente, a partire da fine giugno saranno operativi i 3 mila Navigator che dovranno affiancare i percettori del reddito di cittadinanza nel percorso di inserimento lavorativo. Per completare il tutto si dovrà attendere novembre, quando dovrebbe diventare operativo il sistema informativo di gestione centralizzato che consentirà alle Regioni di operare in cooperazione applicativa.

Secondo l’Inps, alla data del 10 maggio sono state oltre 1.125.000 le domande presentate, di cui 168 mila per la pensione di cittadinanza. Di queste, 840 mila (circa il 75%) sono state accolte.

Reddito di cittadinanza: come funziona

L’assegno verrà erogato a partire da aprile per un massimo di 18 mesi, prorogabili per altri 18 dopo una pausa di un mese. L’assegno base varia in base alla dimensione del nucleo familiare. Si va dai 500 euro per un adulto single ai 1050 per una famiglia composta da tre adulti e due bambini. Ad esso si aggiunge poi il contributo per l’affitto per chi non possiede una casa di proprietà, che porta l’assegno base alla cifra di 780 euro per il single fino a un massimo di 1330 euro. Sono previste integrazioni per famiglie con disabili.

Chi non dovesse spendere tutti i soldi erogati entro il mese li perderà automaticamente.

Come richiedere il contributo

A partire da marzo sarà possibile presentare domanda tramite un sito web apposito. In alternativa sarà possibile richiedere il contributo presso gli sportelli postali e i Caf. I beneficiari riceveranno una comunicazione entro 30 giorni. Il reddito verrà erogato tramite una carta elettronica di Poste Italiane.

L’iscrizione al Patto per il lavoro e al Patto di inclusione sociale

Il soggetto dovrà recarsi a un Centro per l’impiego per sottoscrivere il Patto per il lavoro, funzionale all’adesione al percorso personalizzato di inserimento lavorativo. Se il richiedente versa in condizioni di disagio sociale, sarà convocato dai servizi di contrasto alla povertà e dovrà sottoscrivere un Patto di inclusione sociale. In entrambi i casi, ai beneficiari si chiederà la partecipazione ad attività di pubblica utilità promosse dai Comuni.

Le offerte di lavoro

I beneficiari dovranno effettuare 8 ore di lavoro o di formazione a settimana per servizi di pubblica utilità. Nel corso dei 18 mesi riceveranno tre offerte di lavoro. Per i primi sei mesi di fruizione, le offerte arriveranno da aziende collocate entro 100 km dalla residenza; oltre il sesto mese l’area geografica si allargherà a 250 km. Infine, il beneficiario potrà essere chiamato in tutto il territorio italiano (a meno che in famiglia siano presenti minori e/o disabili) e, per fronteggiare le spese necessarie allo spostamento, continuerà a percepire il sussidio nei successivi tre mesi dall’inizio del lavoro.

Per saperne di più sull’argomento, rinviamo all’articolo di approfondimento dedicato:

Reddito di cittadinanza: come funziona e come richiederlo

Daniele

Daniele

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