Reddito di cittadinanza: a che punto siamo tra ritardi e difficoltà applicative

Dovrebbe arrivare a breve l’elenco delle spese ammissibili e inammissibili con la card del reddito di cittadinanza. Nel frattempo si aggravano i ritardi per l’assunzione di nuovo personale nei Cpi e per la piena operatività dei Navigator.

reddito di cittadinanza

Foto: Il Fatto Quotidiano

In questi giorni si è tornato a parlare di un argomento particolarmente delicato e controverso legato al reddito di cittadinanza: quello delle spese ammissibili con la card. L’elenco completo dovrebbe arrivare in settimana tramite un decreto del ministero del Lavoro, ma già ora è possibile capire cosa potrà o meno essere acquistato attraverso il contributo.

Saranno vietati l’acquisto di armi, il gioco d’azzardo e le scommesse, ma anche l’acquisto di beni di lusso (gioielli, pellicce, opere d’arte) o di servizi finanziari e creditizi. I soldi percepiti non potranno poi essere trasferiti all’estero tramite money transfer. Escluso anche l’acquisto di materiale pornografico. La card potrà invece essere usata per acquistare alimentari, farmaci o per pagare le bollette alle poste, ma anche per pagare l’affitto o le rate del mutuo. Resta difficile capire come verificare l’uso che il percettore fa del contributo, specie nel caso in cui il cittadino decida di prelevare la somma ricevuta ed effettuare pagamenti in contanti.

Quanto ai contributi riconosciti, dovrebbero essere 141.906 i nuclei familiari che, entro fine mese, potranno usufruire del reddito di cittadinanza. Se le erogazioni procedono come previsto, lo stesso non si può dire per la cosiddetta «Fase 2» che prevede l’inserimento nel mondo del lavoro del beneficiario. Come rileva Il Sole 24 Ore, infatti, al momento obblighi e sanzioni sono praticamente inesistenti.

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A far discutere, in particolare, è l’inevitabile ritardo destinato a crearsi tra il momento dell’erogazione del contributo e l’effettivo inserimento nel mondo del lavoro del beneficiario. La normativa prevede infatti che i Cpi abbiano 30 giorni dall’erogazione per convocare il beneficiario. L’appuntamento, però, potrebbe essere fissato anche a distanza di mesi: la legge non impone infatti alcun vincolo temporale da questo punto di vista. Inoltre, i Cpi aggiorneranno la scheda anagrafica degli iscritti con una sezione apposita per il reddito di cittadinanza solo a partire dal 24 giugno. Fino a quel momento appare improbabile che verranno presi provvedimenti verso chi non adempie agli obblighi riguardanti l’inserimento lavorativo.

A complicare ulteriormente lo scenario ci pensano i ritardi nelle assunzioni del nuovo personale dei Cpi e dei 3 mila navigator. Al momento non è ancora stato emanato il decreto che consente l’assunzione di 4 mila nuovi operatori presso i Centri per l’impiego. Quanto ai navigator, il percorso di selezione e formazione si è rivelato più lungo del previsto: al momento ci si attende che diventino operativi a partire dai primi di luglio.

Daniele

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