Dal 30 aprile 2019 lo spesometro non è più obbligatorio

Con l’introduzione della fatturazione elettronica, la legge di bilancio 2019 ha disposto l’abolizione dello spesometro. L’ultima scadenza era lo scorso 30 aprile.

spesometro

Con l’approvazione della legge di bilancio 2019 e l’introduzione graduale dell’obbligo di fatturazione elettronica, è stata disposta l’abolizione dello spesometro. La scadenza del 30 aprile è stata superata, anche se rimarrà attiva la scadenza del 30 settembre per le eventuali fatture emesse nel 2018 e poi detratte. Come rileva Ipsos, infatti, l’obbligo di comunicazione resterà in vigore solo per verificare gli acquisti di prodotti selvatici non legnosi e di piante officinali spontanee. Nella stessa data, inoltre, è terminata anche la scadenza dell’esterometro relativo ai primi due mesi del 2019.

L’abolizione dello spesometro a partire dal 2019 era stata anticipata lo scorso luglio dal ministro dell’Economia Giovanni Tria, nell’ambito del processo di semplificazione fiscale avviatosi con l’introduzione della flat tax per le partite Iva e l’introduzione dell’obbligo della fatturazione elettronica. Possiamo quindi considerare rispettata la promessa fatta dal titolare del Mef.

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Lo spesometro era una comunicazione obbligatoria che i titolari di partita Iva erano tenuti a presentare all’Agenzia delle Entrate, al fine di consentire il monitoraggio delle spese effettuate. L’obbligo di comunicazione scattava per le operazioni di importo superiore ai 3.600 euro lordi, a esclusione dei contribuenti forfettari e di quelli che beneficiassero del regime dei minimi.

La sua abolizione era uno dei punti programmatici del Movimento 5 Stelle in vista delle elezioni del 4 marzo 2018 ed è prevista al punto 10 del Contratto di governo.

PROMESSA RISPETTATA

Leggi tutte le promesse di Giovanni Tria

Redazione La Clessidra

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