Elezioni europee: trionfa la Lega, secondo il Pd. Crollo del M5S

Lega primo partito con il 34% dei voti, seguita dal Pd (22,7%) e, a distanza, dal M5S (fermo al 17%). Il risultato delle elezioni europee apre una nuova fase per il governo e rende sempre più concreta la rottura tra i due alleati.

elezioni europee

Lo scrutinio è ancora in corso, ma il risultato delle elezioni europee appare ormai cristallino. Nel momento in cui scriviamo la Lega si afferma di gran lunga come primo partito in Italia con circa il 34,3% dei consensi (percentuale raddoppiata rispetto al risultato delle elezioni del 4 marzo 2018 e quintuplicata rispetto alle europee del 2014). Segue il Partito Democratico, che si attesta al 22,7% e recupera circa 4 punti rispetto alle elezioni nazionali (resta comunque un miraggio il 40% raggiunto da Renzi nel 2014). Terzo il Movimento 5 Stelle, che non riesce a superare il 17% e dimezza i voti rispetto alle politiche (perdendo comunque 4 punti rispetto alle precedenti europee). Ben distanziati Forza Italia (8,7%) e Fratelli d’Italia (6,4%). +Europa (3,09%), Europa Verde (2,3%) e La sinistra (1,7%) non superano la soglia di sbarramento del 4% e rimarranno quindi fuori dall’Europarlamento.

A livello circoscrizionale, i primi dati testimoniano l’exploit leghista al Nord e l’ottimo risultato al Centro e Sud Italia (dove si afferma come secondo partito). Buono il posizionamento del Pd in Centro Italia e nei grandi comuni (Roma e Milano). Notevole il crollo del M5S al Sud.

Elezioni europee: i commenti dei principali attori politici

Il primo a commentare i dati arrivati durante la notte è stato il leader del Carroccio Matteo Salvini. «Una sola parola: Grazie Italia!», recita il cartello con cui si è fatto fotografare dopo i primi exit poll. Più tardi, in conferenza stampa, il ministro dell’Interno ha aggiunto che «le regole europee vanno cambiate, i vincoli europei vanno cambiati». Quanto alla tenuta dell’esecutivo, Salvini ha cercato di rassicurare i 5 Stelle: «Usiamo questi consensi non per regolamenti di conti interni: il mio avversario è la sinistra. Da domani si torna a lavorare serenamente» con gli alleati di governo.

Chiamato a dover rendere conto del deludente risultato del M5S, Luigi Di Maio ha individuato il responsabile nell’alta astensione del Sud Italia. «Siamo stati penalizzati dall’astensione, soprattutto al Sud, ma ora testa bassa e lavorare. Restiamo comunque ago della bilancia in questo governo. Da qui in avanti più attenzione ai territori», ha commentato con un certo nervosismo il leader pentastellato.

Per Nicola Zingaretti «Salvini emerge come vero leader di un governo immobile e pericoloso. Noi vogliamo costruire l’alternativa a Salvini per essere credibili in vista del voto politico. Il governo esce ancora più fragile per divisioni interne di fronte ai grandi appuntamenti che lo aspettano».

Europa e Italia: i possibili scenari futuri

Il risultato di queste elezioni europee apre a due ordini di considerazioni. Quanto alla composizione dell’Unione Europea, appare improbabile che la cosiddetta internazionale sovranista riesca a imporsi come auspicato da Salvini. I sovranisti ottengono un ottimo posizionamento in Italia, in Francia e nei Paesi dell’Europa centrale. La maggioranza del Parlamento – sebbene con non poche difficoltà – dovrebbe restare in mano ai Popolari e ai Socialisti, con il possibile coinvolgimento dei Liberali e dei Verdi. Per la tanto annunciata svolta identitaria si dovrà ancora attendere.

Quanto alla politica interna, il boom della Lega e il tracollo del M5S rendono sempre più probabile una crisi di governo. I rapporti di forza tra i due partiti si sono ormai invertiti rispetto al risultato delle scorse politiche. A questo punto è lecito aspettarsi un minor potere contrattuale dei pentastellati, che potrebbero vedersi costretti ad arretrare su una serie di battaglie – prima fra tutte quella sulla Tav.

L’acuirsi delle tensioni interne potrebbe portare alla rottura, con l’avvento di un governo di transizione a trazione Lega-FdI sostenuto da Forza Italia prima di nuove elezioni. Più in generale, con la Lega che ha inglobato una parte significativa dell’elettorato pentastellato, secondo molti non è da escludersi un’eventuale avvicinamento al Pd del M5S in un prossimo futuro nel tentativo di arginare l’ascesa della destra.

Daniele

Daniele

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