Al via il piano di dismissioni e privatizzazioni. Previsti 950 milioni nel 2019

Sono 1600 gli immobili pubblici che il governo metterà all’asta. Il piano di dismissioni e privatizzazioni dovrebbe portare nelle casse dello Stato 950 milioni di euro nel 2019.

dismissioni

La situazione dell’economia italiana è tutt’altro che positiva e il governo deve necessariamente trovare le risorse per impedire l’aumento dell’Iva. Ecco perché nelle ultime settimane il piano di dismissioni e privatizzazioni previsto nella legge di bilancio ha subito una brusca accelerata. Secondo quanto riporta Il Sole 24 Ore, saranno in tutto 1600 i beni pubblici messi sul mercato, per un valore stimato di 950 milioni di euro. La cifra – destinata a ridursi a 150 milioni per il 2020 e per il 2021 – è però notevolmente inferiore rispetto ai 18 miliardi menzionati nella finanziaria approvata a fine 2018.

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Dall’inizio dell’anno sono oltre 450 i beni messi all’asta dal Demanio, per un valore complessivo di 14 milioni. Tra questi palazzi nobiliari, terreni agricoli, ma anche castelli, ex caserme, ex carceri o piccole stazioni e cantoniere. La manovra ha stabilito che entro il 30 aprile 2019 venisse approvato un piano di cessione di immobili pubblici mediante decreto del presidente del Consiglio (su proposta del ministero dell’Economia). L’individuazione degli immobili avrebbe dovuto essere demandata ad appositi decreti del Mef, su proposta dell’Agenzia del Demanio. Al momento, tuttavia, i decreti in questione non sono stati varati.

Nel frattempo, lo scorso 10 maggio è stata siglata una convenzione tra il Demanio e il Consiglio Nazionale del Notariato. Essa consente la realizzazione di aste telematiche, via web, per effettuare le procedure di dismissione di edifici pubblici attraverso la Rete Aste Notarili (Ran). «Con la Ran – si legge nella nota – è possibile offrire un sistema di aste telematiche notarili che si caratterizza per sicurezza, eliminando il rischio di turbative e di furti di identità digitale; tracciabilità degli atti e dei soggetti che partecipano alla procedura e applicazione normativa antiriciclaggio; accessibilità dei cittadini che possono partecipare a distanza attraverso gli studi notarili dislocati sull’intero territorio; trasparenza in quanto gli attori del sistema assistono, in tempo reale, a tutti gli eventi; orientamento dei cittadini che possono richiedere ai notai informazioni giuridiche, fiscali o pratiche».

Redazione La Clessidra

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