Pace fiscale: la Lega propone l’estensione anche alle imprese

La nuova pace fiscale proposta dal Carroccio prevede il pagamento di una quota forfettaria pari al 20% del dovuto con un tetto massimo pari a 100 mila euro. La norma si applicherebbe anche alle imprese.

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Foto: Polisblog.it

Matteo Salvini rilancia il tema della pace fiscale. Dopo i primi provvedimenti varati in autunno, il vicepremier torna a promettere un vero e proprio condono per chi non è in regola con il fisco. In particolare, la proposta leghista – già presentata in fase di stesura della manovra finanziaria e poi stralciata – prevede la possibilità di far emergere fino a 100 mila euro, e comunque non oltre il 30% di quanto dichiarato, pagando una quota forfettaria pari al 20% del dovuto. L’obiettivo è estendere questa possibilità anche alle imprese, e non più solo ai privati cittadini. «Ci sono 1,7 milioni adesioni alla pace fiscale, con il saldo e stralcio che vorremmo estendere anche alle società e alle imprese: estenderli alle imprese porterebbe una caterva di miliardi. Speriamo che non ci siano no pregiudiziali», è stato il commento di Salvini.

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Mentre si lavora per inserire la proposta nel decreto Crescita, arriva la notizia della proroga per la pace fiscale così come approvata lo scorso ottobre. La nuova scadenza per accedere al saldo e stralcio è stata rinviata a fine luglio per via dei buoni risultati raggiunti. «Nell’incontro con il ministro Tria – ha spiegato il vicepremier – abbiamo preso atto dei positivi dati sulla pace fiscale e i criteri verranno prorogati alla fine di luglio perché continueremo ad incassare altre decine di miliardi. E questo sarà uno dei punti di risposta alla lettera della UE». Il riferimento va alla lettera inviataci mercoledì dalla Commissione Europea, nella quale si chiedono chiarimenti sull’espansione del debito pubblico (dato in crescita fino al 135% del Pil nel 2020).

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Redazione La Clessidra

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