Ipotesi rimpasto nel governo, l’irritazione di Conte: «Escluso dalla discussione»

Il premier Conte si sarebbe detto irritato per la scelta di Salvini e Di Maio di discutere di un possibile rimpasto nel governo in sua assenza. In bilico i nomi di Toninelli, Trenta, Grillo e Costa.

rimpasto

Foto: La Voce

È passata quasi una settimana dal discorso con il quale il premier Conte minacciava le dimissioni nel caso Di Maio e Salvini non avessero trovato una convergenza e abbassato i toni. Nonostante il vertice svoltosi in settimana tra i due vicepremier abbia avuto esito positivo, il capo del Governo non nasconde una certa irritazione. Come riporta Agi, infatti, Conte non avrebbe gradito che i leader di M5S e Lega abbiano parlato di un possibile rimpasto nel governo in sua assenza. «Se gli si parla di rimpasto – si legge – quasi cade dalle nuvole, ma con un filo di irritazione, perché il dibattito continua a svolgersi in modo quasi surreale, almeno a suo giudizio, sui social o sulle agenzie di stampa, e nessuno finora gli ha parlato del tema».

A evocare l’ipotesi del rimpasto è stato Matteo Salvini, forte del risultato delle elezioni europee. Pur assicurando che userà «questi voti per cambiare le regole dell’UE, non per chiedere posti in più a Roma», intervistato il 7 giugno a Pomeriggio Cinque ha aggiunto che «se ci fosse necessità di una squadra più compatta e di una revisione del contratto io sono disponibile». Il toto-nomi, si legge su Il Fatto Quotidiano, vede in prima linea i ministri Danilo Toninelli (infrastrutture e trasporti) ed Elisabetta Trenta (difesa), sebbene da più parti si facciano i nomi anche di Giulia Grillo (salute) e Sergio Costa (ambiente).

Luigi Di Maio, che inizialmente si era detto contrario al rimpasto («non c’è stata alcuna discussione su ruoli e rimpasti», aveva dichiarato al termine del vertice), pare sia ora disposto ad affrontare la questione, nella speranza di lasciare qualche ministero particolarmente delicato alla Lega. Un cambio ai vertici del governo potrebbe infatti permettere al Movimento 5 Stelle di tirare il fiato e, nelle intenzioni dei pentastellati, porterebbe a un calo nei consensi dell’alleato.

In tutto questo, a quanto sembra, il presidente del Consiglio sembra non aver avuto alcun ruolo. Secondo Il Fatto, l’argomento potrebbe essere affrontato nel consiglio dei Ministri di lunedì prossimo.

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Nguyen

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