Di Maio lancia il «mandato zero»: via il vincolo dei due mandati per i consiglieri comunali

Con un video-tutorial, Luigi Di Maio ha presentato il «mandato zero», che permetterà ai consiglieri comunali di derogare al vincolo dei due mandati.

mandato zero

Foto: Il Blog delle Stelle

AGGIORNAMENTO DEL 23/07/2019

Il Movimento 5 Stelle ha ufficialmente superato il vincolo dei due mandati per i consiglieri comunali. Nella giornata di ieri, in un video-tutorial Luigi Di Maio ha presentato agli elettori il cosiddetto «mandato zero». In altre parole, la prima elezione presso gli enti locali non verrà conteggiata nel calcolo dei due mandati «per non disperdere l’esperienza maturata».

Attraverso un piccolo escamotage linguistico, il vertice pentastellato ha cercato di mantenere (almeno di facciata) il vincolo dei due mandati – una delle regole fondanti del Movimento, il cui obiettivo è evitare che i propri rappresentanti diventino a loro volta parte della «casta». È però evidente che, nei fatti, quella regola sia ormai venuta meno, dando la possibilità agli esponenti locali di compiere un massimo (per ora) di tre mandati. Nulla vieta che, nei prossimi anni, lo stesso principio si possa estendere anche ai parlamentari. Del resto Alessandro Di Battista ha sottolineato come, dal suo punto di vista, in caso di elezioni anticipate questa legislatura non dovrebbe essere considerata nel calcolo dei due mandati.

Nel video, il leader del M5S anticipa anche l’apertura alle alleanze con le liste civiche per le elezioni comunali. «Possiamo avviarle – ha dichiarato – su quei territori dove per anni abbiamo lavorato fianco a fianco con un’associazione, un comitato o con persone con cui abbiamo condiviso valori. Possiamo provare a sperimentare in qualche elezione regionale o comunale». La questione sarà sottoposta al voto sulla piattaforma Rousseau.

ARTICOLO ORIGINALE

«La regola dei due mandati non è mai stata messa in discussione e non si tocca. Né quest’anno, né il prossimo, né mai». Con queste parole, lo scorso dicembre, Luigi Di Maio escludeva categoricamente che il vincolo dei due mandati per i rappresentanti del M5S potesse essere superato. Per il leader pentastellato, «il tema del limite doppio mandato è fondamentale per noi e si basa su un concetto importante: non esistono politici di professione. È una regola sacrosanta». A sei mesi di distanza, di quelle parole resta poco e niente.

Sabato è infatti arrivata la notizia che i consiglieri comunali pentastellati potranno candidarsi ulteriormente, in deroga a tale regola. A comunicarlo è stato lo stesso Di Maio con un post su Facebook. «Oggi pomeriggio ci siamo incontrati con circa cento consiglieri comunali, municipali e di circoscrizione del MoVimento 5 Stelle, uno per ogni provincia in rappresentanza anche di tutti gli altri», ha scritto. «Abbiamo discusso della regola dei due mandati per i consiglieri comunali, municipali e di circoscrizione e siamo tutti d’accordo sul fatto che si può superare. Solo per loro, non per i consiglieri regionali e non per i parlamentari nazionali ed europei», ha poi aggiunti, quasi ad anticipare le critiche che gli sarebbero state rivolte di lì a poco.

La decisione è arrivata dopo le recenti sconfitte elettorali pentastellate e si inserisce nel tentativo di modificare l’assetto e le strategie del partito, a partire proprio dalla dimensione locale. Già lo scorso febbraio Di Maio aveva aperto a tale ipotesi, ma fino ad ora alle parole non erano seguiti i fatti. Per quanto comprensibile sul piano strategico, la scelta sconfessa pienamente le promesse fatte a più riprese dal capo del Movimento 5 Stelle. Come quella fatta a febbraio 2017 a L’aria che tira, su La7: «Da noi c’è una regola: due mandati e poi te ne torni al tuo lavoro». O quella fatta pochi mesi dopo, durante un comizio elettorale in Sicilia: «Nel Movimento 5 stelle chi pensa di fare un terzo mandato è fuori».

Non si tratta di una scelta da poco. Il limite dei due mandati, insieme al divieto di fare alleanze con altre forze politiche, è un elemento identitario del M5S fin dalla sua nascita. Non a caso, nel 2012 Beppe Grillo scriveva sul suo Blog: «Ci si candida per spirito civico, per attuare un programma, non per presenzialismo, per carriera politica. L’eletto è importante, come tutti, ma non necessario, è il terminale di una rete. Il limite massimo dei due mandati, qualunque sia il tipo di mandato, da consigliere o da deputato, vale per tutti».

Nel suo post, Di Maio ha tenuto a precisare che il vincolo rimarrà attivo per tutti meno che per i consiglieri comunali. Dovremo aspettare per scoprire se effettivamente sarà così. Certamente è stato creato un precedente, e il rischio che la deroga venga estesa è concreto. Del resto lo stesso Gianroberto Casaleggio, fondatore insieme a Beppe Grillo del Movimento 5 Stelle, sosteneva che «ogni volta che deroghi a una regola, praticamente la cancelli».

PROMESSA NON RISPETTATA (leggi QUI)

Leggi tutte le promesse di Luigi Di Maio

Daniele

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