M5S, Di Maio: «Via il vincolo dei due mandati per i consiglieri comunali»

Ieri il M5S ha deciso che il vincolo dei due mandati non si applicherà ai consiglieri comunali. Ma lo scorso dicembre, Di Maio assicurava: «La regola dei due mandati non si tocca. Né quest’anno, né mai».

vincolo dei due mandati

«La regola dei due mandati non è mai stata messa in discussione e non si tocca. Né quest’anno, né il prossimo, né mai». Con queste parole, lo scorso dicembre, Luigi Di Maio escludeva categoricamente che il vincolo dei due mandati per i rappresentanti del M5S potesse essere superato. Per il leader pentastellato, «il tema del limite doppio mandato è fondamentale per noi e si basa su un concetto importante: non esistono politici di professione. È una regola sacrosanta». A sei mesi di distanza, di quelle parole resta poco e niente.

Sabato è infatti arrivata la notizia che i consiglieri comunali pentastellati potranno candidarsi ulteriormente, in deroga a tale regola. A comunicarlo è stato lo stesso Di Maio con un post su Facebook. «Oggi pomeriggio ci siamo incontrati con circa cento consiglieri comunali, municipali e di circoscrizione del MoVimento 5 Stelle, uno per ogni provincia in rappresentanza anche di tutti gli altri», ha scritto. «Abbiamo discusso della regola dei due mandati per i consiglieri comunali, municipali e di circoscrizione e siamo tutti d’accordo sul fatto che si può superare. Solo per loro, non per i consiglieri regionali e non per i parlamentari nazionali ed europei», ha poi aggiunti, quasi ad anticipare le critiche che gli sarebbero state rivolte di lì a poco.

La decisione è arrivata dopo le recenti sconfitte elettorali pentastellate e si inserisce nel tentativo di modificare l’assetto e le strategie del partito, a partire proprio dalla dimensione locale. Già lo scorso febbraio Di Maio aveva aperto a tale ipotesi, ma fino ad ora alle parole non erano seguiti i fatti. Per quanto comprensibile sul piano strategico, la scelta sconfessa pienamente le promesse fatte a più riprese dal capo del Movimento 5 Stelle. Come quella fatta a febbraio 2017 a L’aria che tira, su La7: «Da noi c’è una regola: due mandati e poi te ne torni al tuo lavoro». O quella fatta pochi mesi dopo, durante un comizio elettorale in Sicilia: «Nel Movimento 5 stelle chi pensa di fare un terzo mandato è fuori».

Non si tratta di una scelta da poco. Il limite dei due mandati, insieme al divieto di fare alleanze con altre forze politiche, è un elemento identitario del M5S fin dalla sua nascita. Non a caso, nel 2012 Beppe Grillo scriveva sul suo Blog: «Ci si candida per spirito civico, per attuare un programma, non per presenzialismo, per carriera politica. L’eletto è importante, come tutti, ma non necessario, è il terminale di una rete. Il limite massimo dei due mandati, qualunque sia il tipo di mandato, da consigliere o da deputato, vale per tutti».

Nel suo post, Di Maio ha tenuto a precisare che il vincolo rimarrà attivo per tutti meno che per i consiglieri comunali. Dovremo aspettare per scoprire se effettivamente sarà così. Certamente è stato creato un precedente, e il rischio che la deroga venga estesa è concreto. Del resto lo stesso Gianroberto Casaleggio, fondatore insieme a Beppe Grillo del Movimento 5 Stelle, sosteneva che «ogni volta che deroghi a una regola, praticamente la cancelli».

PROMESSA NON RISPETTATA (leggi QUI)

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Daniele

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