Minibot: scontro tra Tria, Di Maio e Salvini. Di Battista: «A chi risponde il ministro?»

Si riaccende lo scontro all’interno del governo sui minibot. Di Maio e Salvini fanno pressione sul ministro dell’Economia. Di Battista attacca: «A chi risponde Tria quando dice che non tratterà l’argomento?»

minibot

Si riaccende il dibattito intorno ai minibot, i titoli di Stato di piccolo taglio che – qualora venissero approvati – potrebbero essere usati dalle pubbliche amministratori per pagare i fornitori privati. E che, per ammissione di Claudio Borghi (principale promotore dello strumento), sarebbero un viatico per l’uscita dall’euro. Alessandro Di Battista, tra gli esponenti più in vista del Movimento 5 Stelle, si è espresso ieri sulla questione riservando parole durissime per il ministro Tria, che ha più volte bocciato la proposta leghista. «È evidente che le imprese (a cominciare dalle piccole e medie imprese) che vantano crediti con la pubblica amministrazione hanno tutto il diritto di essere pagate in fretta», ha scritto ieri su Facebook. «Io, a meno che il ministro Tria, in pochissimi giorni, non trovi una soluzione alternativa, reputo molto intelligente la proposta dei minibot».

Quindi l’attacco al ministro dell’Economia: «A chi risponde il ministro quando dice: “Non tratteremo il tema dei minibot a livello di governo”?. Me lo sto domandando. Non risponde certo ai suoi elettori, dato che Tria non ha mai preso un voto. Non risponde neppure al Parlamento e dovrebbe farlo dato che, fino a prova contraria, viviamo in una Repubblica parlamentare e non risponde neppure alle due forze politiche che hanno fatto nascere questo governo sulla base di un contratto». Al cui interno, all’articolo 21, si parla proprio dei minibot come strumento per garantire i pagamenti da parte della pubblica amministrazione.

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Lo sfogo di Di Battista è arrivato dopo l’ennesima chiusura del titolare del Mef. «Non è una questione principale che andremo a trattare a livello di governo», ha ribadito Giovanni Tria a margine del G20 di Fukuoka. Sulla stessa posizione si è schierato il presidente della Bce Mario Draghi, per il quale i minibot «O sono uno strumento illegale, o nuovo debito». Anche l’agenzia di rating Moody’s e Confindustria hanno espresso parere negativo, con i giovani industriali che considerano lo strumento l’equivalente «dei soldi del Monopoli».

Come più volte accaduto nell’ultimo anno, però, Tria rischia di trovarsi da solo contro tutto il governo. Non solo la Lega, ma anche il Movimento 5 Stelle si è detto favorevole alla proposta. «Se lo strumento per pagare le imprese non è il minibot, il Mef ne trovi un altro», è stata la reazione di Di Maio. «Ma lo trovi, perché il punto sono le soluzioni, non le polemiche né le presunte ragioni dei singoli». «Sullo strumento si può discutere, ma sul fatto che sia urgente pagare le decine di miliardi di euro di arretrati, deve essere chiaro a tutti», ha poi aggiunto Matteo Salvini.

Per l’economista della Lega Antonio Maria Rinaldi, i minibot sono «una strada percorribile, sia tecnicamente che giuridicamente. Se il titolare del Mef o qualsiasi altro riesce a proporre soluzioni alternative che consentano il pagamento immediato dei debiti dello Stato verso i cittadini italiani e le imprese, ben vengano». Ma «mi pare che per ora nessuno ha proposto qualcosa di utile a risolvere un problema così grande, che rappresenta un danno enorme per l’economia nazionale». Dunque la soluzione non può che essere l’adozione dei minibot, «così come previsto dal contratto di governo. In assenza di proposte, ma solo di fronte a critiche, dobbiamo dire che è terminato il tempo dei no a prescindere».

 

Redazione La Clessidra

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