Cosa prevede il testo del decreto Sicurezza bis approvato dal Cdm

Pur accogliendo i rilievi del presidente della Repubblica, il decreto Sicurezza bis impone un ulteriore giro di vite sull’immigrazione e sulle attività delle Ong. Previsto l’inasprimento delle pene per i reati commessi durante manifestazioni ed eventi e l’estensione del Daspo per casi di violenza sportiva.

decreto sicurezza bis

Foto: TGCom 24

Dopo oltre un mese di trattative e scontri frontali, il consiglio dei Ministri di martedì ha approvato il decreto Sicurezza bis. Il provvedimento inizierà ora il normale iter parlamentare. Stando alla ricostruzione del Fatto Quotidiano, in cambio del via libera al provvedimento la Lega avrebbe ritirato i suoi emendamenti al salario minimo. Soddisfazione è stata espressa anche da Luigi Di Maio, che pure si era detto fortemente contrario al pacchetto proposto dal ministro dell’Interno. Non solo: per il vicepremier «Il decreto sicurezza è un inizio e mi auguro che in fase di riconversione il Parlamento lavori a un rafforzamento delle misure per i rimpatri dei migranti irregolari». Utilizzando un linguaggio che sembra fare eco a quello di Matteo Salvini, Di Maio ha ricordato che «Alla luce degli ultimi fatti di cronaca è opportuno che si affronti il tema seriamente e in tempi certi. Sono troppi i circa 500mila irregolari in Italia. Bisogna lavorare sul profilo internazionale in modo più approfondito e lo faremo da squadra»

Giro di vite su immigrazione e attività delle Ong

Rispetto alla prima bozza, circolata a inizio maggio, il pacchetto di misure approvato dal Cdm interviene per andare incontro alle rilevazioni fatte dal presidente della Repubblica. Quanto all’immigrazione – aspetto su cui maggiormente si è concentrato, e si concentrerà, il dibattito – dal testo sono state rimosse le multe da 3.500 a 5.550 euro per ogni migrante trasportato in violazione delle Convenzioni internazionali. Rimangono invece le sanzioni da 10 mila a 50 mila euro per chiunque «violi il divieto d’ingresso in acque territoriali». Lo stesso Viminale, dopo aver informato i ministeri dei Trasporti e della Difesa e la presidenza del Consiglio, può «limitare o vietare l’ingresso, il transito o la sosta di navi nel mare territoriale, salvo che si tratti di naviglio militare o di navi in servizio governativo non commerciale, per motivi di ordine e sicurezza pubblica».

Viene poi proposta l’istituzione di un fondo per il finanziamento degli «interventi di cooperazione mediante sostegno al bilancio generale o settoriale ovvero intese bilaterali, comunque denominate, con finalità premiali per la particolare collaborazione nel settore della riammissione di soggetti irregolari presenti sul territorio nazionale e provenienti da Stati non appartenenti all’Unione Europea». Il fondo, pari a 2 milioni di euro per il 2019 ma che prevede incrementi fino a 50 milioni di euro annui, si occuperà dunque di gestire i rimpatri dei migranti irregolari verso i Paesi di origine. Infine, il decreto stanzia 3 milioni di euro fino al 2021 per l’utilizzo di agenti sotto copertura e per le intercettazioni volte a contrastare il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Leggi anche: Decreto Sicurezza bis: via le sanzioni per le navi che soccorrono migranti

Stretta sui reati commessi durante manifestazioni ed eventi pubblici

Altro capitolo delicato riguarda i reati commessi durante manifestazioni o eventi pubblici. Dalla versione definitiva del testo è stata stralciato il passaggio che prevedeva la punizione della resistenza passiva alle cariche della polizia durante le manifestazioni. Sono stati poi reintrodotti il concetto di tenuità dell’offesa e l’inasprimento delle pene – fino a un massimo di tre anni e sei mesi – per oltraggio a pubblico ufficiale. Contemporaneamente, c’è stato un inasprimento delle pene per il reato di interruzione o ostacolo di pubblico servizio in caso di manifestazioni ed eventi pubblici, con pene che possono arrivare a due anni.

Infine, il provvedimento prevede il divieto di partecipare a manifestazioni o eventi pubblici indossando caschi o altri oggetti e indumenti che limitano il riconoscimento della persona, con sanzioni che prevedono l’arresto da due a tre anni e il pagamento di una ammenda da 2 a 6 mila euro. Le stesse punizioni si applicano per chi aggredisce le forze pubbliche con mazze, caschi, petardi e fuochi artificiali.

Daspo e violenza negli stadi

Il decreto Sicurezza bis interviene in materia di violenza negli stadi. A partire dal prossimo campionato di calcio, si prevede un ampliamento del Daspo per «episodi all’estero e di reciprocità, per le occasioni di manifestazioni sportive, non solo di calcio», comprendendo tra i comportamenti sanzionabili anche quelli rivolti agli arbitri. Sono poi previste «misure per impedire forme di collaborazioni opache tra associazioni sportive e questi tifosi soggetti a Daspo», il divieto «di rapporti di natura commerciale e maggiori controlli anche su vendita di biglietti online». Inoltre, chi risulti «gravemente indiziato di un delitto commesso in occasione o a causa di manifestazioni sportive» potrà essere oggetto di fermo di polizia.

Assunzione di 800 funzionari presso gli uffici giudiziari

Infine, il provvedimento stabilisce lo stanziamento di 28 milioni di euro tra il 2019 e il 2020 per l’assunzione di 800 funzionari amministrativi presso gli uffici giudiziari, al fine di «eliminare l’arretrato relativo ai procedimenti di esecuzione delle sentenze penali di condanna» e ridurre i tempi della giustizia. Viene poi confermato l’aumento di 500 unità del contingente delle forze armate impegnato in occasione delle Universiadi di Napoli, con una spesa pari a 1,2 milioni di euro.

Daniele

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