Emergenza sanità, Grillo: «Specializzandi in corsia e stipendi dei medici più alti»

Il ministro della Salute annuncia il suo piano per affrontare l’emergenza sanità e arginare la fuga di cervelli: «Specializzandi in corsia e aumento degli stipendi dei medici grazie ai fondi stanziati per il 2020».

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Quello della carenza di medici negli ospedali italiani non è sicuramente un problema nuovo. Non sorprende dunque che anche l’attuale ministro della Salute, Giulia Grillo, si trovi a dover fronteggiare l’emergenza sanità. La proposta, contenuta nel cosiddetto decreto Calabria, prevede di inserire fin da subito gli specializzandi in corsia e di pagare di più i medici di corsia. «Il decreto Calabria appena adottato – ha spiegato il ministro – permette di far lavorare i medici che frequentano l’ultimo anno della specializzazione, se questa dura quattro anni, o gli ultimi due, se dura cinque». L’iniziativa, ha proseguito, serve «a dare una boccata d’ossigeno alle Regioni e a far entrare i giovani nel servizio sanitario con tutele reali».

L’obiettivo è duplice. Da un lato frenare l’emergenza sanità nell’immediato; dall’altro cercare di arrestare la fuga di cervelli, con migliaia di giovani infermieri e medici italiani che preferiscono migrare all’estero. «Dobbiamo aumentare i salari nella sanità pubblica», ha aggiunto Grillo. «Fare il medico è un lavoro ad alta complessità e va pagato bene, qui come in Germania e Francia. Molti poi vanno via perché qui i percorsi sono complicati: si perde tempo per entrare alla specializzazione, poi per fare il concorso».

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«Se non paghiamo di più chi decide di fare l’anestesista tra vent’anni ci troveremo senza questi specialisti – ha aggiunto il ministro -. I costi reali del personale si valuteranno quando molte Regioni, grazie anche allo sblocco del turn over, stabilizzeranno i precari che finora erano fantasmi, non sapevamo quanti erano. Tra un paio di anni sapremo infine il valore dei contratti a tempo indeterminato. Intanto chiudiamo il rinnovo del contratto nazionale fermo da 10 anni».

Per questo scopo, Grillo ha annunciato più fondi per il settore sanitario, pari a 2 miliardi di euro nel 2020. Sulla questione pesa però la spada di Damocle dei conti pubblici. Nelle scorse settimane, infatti, il ministero dell’Economia aveva individuato proprio nel Fondo sanitario il bacino da cui attingere 3,5 miliardi di euro destinati a scongiurare la procedura di infrazione. In quell’occasione, il ministro aveva commentato piccato: «È inaccettabile. Questo schema non si ripeterà più, la Sanità ha già dato tutti i contributi che poteva dare. Dalla Sanità non è più possibile prendere un centesimo».

A ben vedere, già in passato il ministro Grillo ha ribadito la necessità di intervenire in maniera strutturale per affrontare i problemi della sanità italiana, partendo proprio dalla semplificazione degli accessi ai corsi di specializzazione per gli studenti. «Stiamo cercando di risolvere il problema di bandi che vanno deserti da medicina generale a pediatria», aveva spiegato a settembre durante il suo intervento al Comitato regionale Oms Europa. Il provvedimento avrebbe dovuto sbloccare «i vincoli e le incompatibilità al fine di permettere ai medici laureati l’accesso ai concorsi e ai bandi per le specialità mediche». A nove mesi di distanza, il governo non ha attuato alcun provvedimento in tal senso. Chissà che questa sia la volta buona.

Daniele

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