Svolta sulla Tav? Laura Castelli afferma: «Stiamo lavorando a un percorso alternativo»

Secondo Laura Castelli il governo starebbe lavorando a un progetto di compromesso sulla Tav. L’ipotesi è individuare un tracciato alternativo che cancellerebbe il tanto contestato tunnel di base.

tav

Foto: Repubblica Torino

La svolta sulla Tav potrebbe essere vicina. E, come già per Ilva e Tap, il Movimento 5 Stelle potrebbe essere pronto a un passo di lato. A lasciarlo intendere è Laura Castelli, viceministra all’Economia. «Non è tutto bianco o nero. E ci sono anche sindaci No Tav della Val Susa che stanno lavorando a un progetto di compromesso», ha commentato. L’ipotesi è quella di individuare un tracciato alternativo che cancellerebbe il tanto contestato tunnel di base. Come riporta Il Sole 24 Ore, il progetto sarà in votazione nei prossimi giorni nei centri della Valsusa e – secondo rumors – da tempo a disposizione del premier Conte, dei vicepremier e del ministro Toninelli.

Contrario alla soluzione Alessandro Di Battista, che mantiene vivo l’animo antagonista. «Sulla Tav io sono contrarissimo, non per posizione ideologica ma credo sia un’opera pubblica che costa tanti denari e non è utile. Sono convinto che Conte possa trovare una soluzione». Del resto Di Battista è consapevole che cedere sulla Torino-Lione potrebbe avere effetti dirompenti per il Movimento 5 Stelle.

Al momento, però, i pentastellati sembrano essere con le spalle al muro. È di alcune settimane fa la notizia secondo cui l’Unione Europea è disposta ad aumentare fino al 55% la propria quota dei costi di realizzazione della Tav. Una soluzione fortemente auspicata dalla Lega, che mira in questo modo a togliere qualunque margine di manovra agli alleati di governo. La mossa rischia infatti di mettere in crisi i risultati dell’analisi costi-benefici e renderebbe estremamente difficile per il M5S difendere la propria contrarietà all’opera.

Tanto più che, con la vittoria del centrodestra alle amministrative in Piemonte, la mozione Sì Tav gode di nuova forza. «(La Tav) si farà senza se e senza ma – è stato il commento del neo-presidente Alberto Cirio -. L’opera era nel programma delle politiche di centrodestra dello scorso anno e ancora di più c’è nel mio programma per governare la Regione».

Ricordiamo che lo scorso 9 marzo il governo ha ottenuto il rinvio, fino a un massimo di sei mesi, della decisione finale sulla Tav. In quella data avrebbero dovuto essere pubblicati i bandi di gara per l’affidamento dei lavori di realizzazione dell’Alta Velocità Torino-Lione, pena la perdita dei 300 milioni di euro finanziati dall’UE. Facendo ricorso a un cavillo burocratico, il premier Conte ha ottenuto che non venissero pubblicati formalmente i bandi di gara, ma i cosiddetti “avvisi di interesse” (avis de marché in francese), vale a dire semplici manifestazioni di interesse non vincolanti. Questo escamotage ha permesso di rispettare i vincoli comunitari.

Allo stesso tempo, Conte ha avviato una trattativa con la Comunità Europea per ridisegnare l’intero progetto. Entro questa fase, il governo italiano potrà decidere di bloccare l’opera senza dover pagare alcuna penale di rescissione. Per farlo, però, occorre una legge (o un decreto legge) varata dal Parlamento italiano. Un’impresa non semplice, dato che in entrambi i casi il Movimento 5 Stelle dovrà chiedere i voti della Lega (o delle opposizioni). E l’esito, con i rapporti di forza totalmente invertiti rispetto agli equilibri disegnati lo scorso 4 marzo, sarebbe tutt’altro che scontato.

Redazione La Clessidra

Redazione La Clessidra

LEAVE A COMMENT