Reddito di cittadinanza: ritardi nella convocazione per la firma del Patto per il lavoro

I Centri per l’impiego sono in difficoltà e non hanno ancora avviato la convocazione dei beneficiari del reddito di cittadinanza per la firma del Patto per il lavoro.

reddito di cittadinanza

Foto: TPI

A tre mesi dalla sua entrata in vigore, il reddito di cittadinanza fatica ancora a entrare nella fase pienamente operativa. Sono passati ormai diversi giorni dalla scadenza del 24 giugno, termine entro il quale i 120 mila beneficiari avrebbero dovuto ricevere le prime chiamate per l’inserimento nel mondo lavorativo. Come riporta Il Sole 24 Ore, però, le chiamate non sono mai partite. La norma prevede infatti che la convocazione avvenga «entro 30 giorni dal riconoscimento del beneficio». A rallentare i lavori sono le difficoltà dei Centri per l’impiego, molti dei quali non dispongono né degli elenchi con i nominativi dei richiedenti, né delle informazioni relative ai loro nuclei familiari.

Numerosi assessori regionali hanno contattato l’Anpal per chiedere chiarimenti in merito. La quale ha assicurato che entro 48 ore (ovvero entro mercoledì 26 giugno, ndr) la situazione sarebbe stata sbloccata. Nella nota viene precisato come il lavoro di scrematura a carico del Mise abbia permesso di distinguere chi non può essere avviato al lavoro da chi dovrà essere convocato presso il Cpi di riferimento per la firma del Patto per il lavoro o presso il Comune per la firma del Patto di inclusione. Una volta conclusa tale fase di «staging», i centri per l’impiego potranno contattare i beneficiari per avviare l’iter di inserimento lavorativo.

Leggi anche: Reddito di cittadinanza: a che punto siamo tra ritardi e difficoltà applicative

Per prima cosa, i convocati dovranno sottoscrivere la dichiarazione di immediata disponibilità (Did). Insieme agli operatori del Cpi, dovranno poi registrarsi presso la piattaforma digitale che farà da supporto nell’attività di ricerca del lavoro, e svolgere ogni settimana una serie di attività (compresi corsi di formazione o di riqualificazione). In caso di assenza ingiustificata alla convocazione, anche da parte di un solo membro del nucleo familiare, scatterà la decurtazione di una mensilità del contributo. In caso di recidiva la decurtazione riguarderà due mensilità. Infine, la terza volta si perderà il diritto al contributo.

Quanto ai Navigator, sul sito di Anpal servizi è stato pubblicato l’elenco dei 2.978 vincitori della selezione e dei 2.982 idonei per ricoprire il ruolo. L’unica provincia a corto di personale è quella di Alessandria, dove restano due posti vacanti. Non è però ancora stata stipulata la convenzione quadro tra Anpal e regioni sui compiti dei Navigator, che dovrà poi essere recepita a livello locale da ogni regione e senza la quale non è possibile procedere alla loro contrattualizzazione.

Redazione La Clessidra

Redazione La Clessidra

LEAVE A COMMENT