Matteo Salvini rilancia sulla flat tax: «Aliquota al 20% sotto i 100 mila euro nel 2020»

Il vicepremier annuncia la fase due della flat tax e promette: «Nel 2020 tassa unica al 20% per i redditi sotto i 100 mila euro».

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Nel corso di un comizio a Treviglio, Matteo Salvini è tornato a parlare di flat tax e ha assicurato l’entrata a pieno regime nel 2020. Per il leader della Lega «È nostro dovere abbassare le tasse a tanti, a partire dalle famiglie con figli. Già da quest’anno pagano meno i piccoli imprenditori e gli artigiani. Dall’anno prossimo alzeremo la soglia a 100 mila euro, con il pagamento del 20% secco». Una piccola modifica rispetto a quanto dichiarato in campagna elettorale per le europee, quando si parlava di un’aliquota fissa al 15%.

A pesare sul cambio – almeno parziale – potrebbero essere stati gli scontri con il ministro dell’Economia Giovanni Tria. Pur essendosi ripetutamente dichiarato favorevole alla flat tax, il titolare del Mef ha più volte invitato il vicepremier alla prudenza. «La flat tax per me concettualmente va bene», aveva dichiarato lo scorso aprile a 1/2 in più. Tuttavia «Occorre tenere in considerazione il quadro macroeconomico generale».

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Come funziona la mini flat tax

Con il decreto fiscale allegato alla scorsa legge di bilancio è stata introdotta quella che viene definita mini flat tax, ovvero una tassa piatta per le partite IVA. Professionisti, lavoratori autonomi e piccoli artigiani non saranno tassati tramite il sistema di aliquote progressive dell’Irpef ma dovranno versare un’aliquota unica, a patto che restino entro un certo livello di fatturato annuo. Per il 2019, tale tetto è fissato a 65 mila euro e gli interessati dovranno versare al fisco un’aliquota del 15% (che scende al 5% per le startup, per i giovani under 35 e per gli over 55). Dal 2020 entrerà in vigore un altro regime agevolato che prevede un’aliquota al 20% per chi, nell’anno precedente, ha fatturato meno di 100 mila euro.

La norma elimina poi alcuni paletti che impedivano l’accesso al regime agevolato (come ad esempio il tetto di 5000 euro lordi delle spese per lavoro dipendente o di 30 mila euro per la percezione di redditi da lavoro dipendente). Per chi beneficia del regime forfettario, inoltre, per il 2019 è rimasto l’esonero dall’obbligo di fatturazione elettronica già previsto in precedenza.

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Redazione La Clessidra

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