Il decreto Sicurezza bis arriva al Senato: necessari i voti di FdI e FI

Al Senato la maggioranza si regge su pochissimi voti. In caso di astensione da parte di alcuni rappresentanti del M5S, il decreto sicurezza rischia di non passare. Ecco perché sarà fondamentale il sostegno esterno di Fratelli d’Italia e Forza Italia.

decreto sicurezza bis

AGGIORNAMENTO DEL 30/07/2019

Il decreto sicurezza bis è arrivato in commissione Affari Costituzionali del Senato per l’approvazione definitiva. Il termine per presentare gli emendamenti è fissato per domani, mentre giovedì 1° agosto inizierà la discussione in Aula. La votazione è fissata per lunedì 5 agosto.

Rispetto alla Camera, dove la maggioranza è relativamente solida, al Senato i numeri sono incerti. Il rischio che il provvedimento non passi, per quanto remoto, è tutt’altro che improbabile. Tanto più che una parte di Senatori del M5S potrebbe astenersi, come peraltro già successo a Montecitorio. Del resto i Senatori pentastellati non allineati o espulsi sono una decina: un numero sufficiente a impedire l’approvazione del decreto. Fondamentale in tal senso sarà il sostegno esterno di Fratelli d’Italia e Forza Italia.

AGGIORNAMENTO DEL 25/07/2019

Nella giornata di ieri la Camera ha approvato la fiducia posta dal governo sul decreto sicurezza bis, fortemente voluto dal ministro degli Interni. 325 i voti a favore, 248 i contrari e 4 le astensioni. Il via libera definitiva dovrebbe arrivare tra oggi e domani, dopo che saranno discussi e votati gli ordini del giorno (circa un centinaio). Il provvedimento passerà poi al vaglio del Senato, dove potrebbero rivelarsi decisivi i voti di Fratelli d’Italia.

ARTICOLO ORIGINALE

Le sanzioni alle Ong che violano le norme del decreto sicurezza bis saranno rafforzate. A prevederlo è l’emendamento presentato dal Igor Iezzi, capogruppo del partito in commissione Affari costituzionali alla Camera. Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, le sanzioni andrebbero dai 150 mila euro a 1 milione di euro, ben superiori rispetto a quelle previste nella versione originaria del decreto (che andavano dai 10 mila ai 50 mila euro).

Un altro emendamento prevede che «Il ministro dell’Interno può altresì vietare il trasbordo o lo sbarco sul territorio nazionale di cittadini stranieri irregolari». Al momento il divieto riguarda «L’ingresso, il transito o la sosta di navi nel mare territoriale» per «motivi di ordine e sicurezza pubblica» o in caso di «violazioni delle leggi di immigrazione vigenti».

Questo inasprimento della posizione leghista è dovuto in gran parte alla cronaca delle ultime settimane, che ha visto prima Sea Watch e poi Mediterranea fare rotta verso le coste italiane sfidando la linea dura del Viminale. Proprio in seguito a questi fatti, Salvini avrebbe lamentato di essere stato lasciato solo ad affrontare l’ondata migratoria dal ministero della Difesa e da quello dell’Economia. Accusa alla quale il vicepremier Di Maio ha replicato con una battuta: «Si sente solo? Gli compreremo un peluche».

Leggi anche: Cosa prevede il testo del decreto Sicurezza bis approvato dal Cdm

In materia di immigrazione, il decreto sicurezza bis prevede sanzioni da 10 mila a 50 mila euro per chiunque «violi il divieto d’ingresso in acque territoriali». Lo stesso Viminale, dopo aver informato i ministeri dei Trasporti e della Difesa e la presidenza del Consiglio, può «limitare o vietare l’ingresso, il transito o la sosta di navi nel mare territoriale, salvo che si tratti di naviglio militare o di navi in servizio governativo non commerciale, per motivi di ordine e sicurezza pubblica». In seguito al veto del Quirinale, dal testo sono state escluse le multe da 3.500 a 5.550 euro per ogni migrante trasportato.

È prevista poi l’istituzione di un fondo per il finanziamento degli «interventi di cooperazione mediante sostegno al bilancio generale o settoriale ovvero intese bilaterali, comunque denominate, con finalità premiali per la particolare collaborazione nel settore della riammissione di soggetti irregolari presenti sul territorio nazionale e provenienti da Stati non appartenenti all’Unione Europea». Il fondo, pari a 2 milioni di euro per il 2019 ma che prevede incrementi fino a 50 milioni di euro annui, si occuperà dunque di gestire i rimpatri dei migranti irregolari verso i Paesi di origine. Infine, il decreto stanzia 3 milioni di euro fino al 2021 per l’utilizzo di agenti sotto copertura e per le intercettazioni volte a contrastare il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Redazione La Clessidra

Redazione La Clessidra

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