Campi rom: il Viminale ordina un censimento al fine di «promuovere il rispetto delle regole»

Il Viminale chiede ai prefetti di realizzare un vero e proprio censimento dei campi rom per affrontare «situazioni di illegalità e degrado» e «promuovere condizioni di maggiore vivibilità dei contesti urbani».

campi rom

Foto: Polisblog.it

Mentre la questione dei rapporti con la Russia si fa sempre più intricata, il ministro dell’Interno ha deciso di procedere a un giro di vite nei confronti dei campi rom. Pochi giorni fa, il Viminale ha inviato ai prefetti una missiva nella quale si chiede, entro due settimane, che venga fornita una «relazione sulla presenza di insediamenti rom, sinti e camminanti» e su eventuali «situazioni di illegalità e di degrado che frequentemente si registrano» al loro interno. Un vero e proprio censimento, il cui obiettivo dichiarato è avere un quadro chiaro della situazione «per porre in essere mirati interventi di sistema attraverso cui promuovere l’osservanza delle regole nonché condizioni di maggiore vivibilità dei contesti urbani, con ripercussioni positive sulla salubrità dell’ambiente».

Nella lettera, il ministero dell’Interno autorizza «il concorso della forza pubblica per l’esecuzione dei provvedimenti di sgombero», nonché «l’esecuzione delle ordinanze di demolizione e rimozione delle opere abusive (roulottes e case mobili incardinate nel suolo)», attivando al contempo «positive dinamiche di ricollocamento degli interessati».

Nelle intenzioni dei promotori, l’iniziativa consentirà di dar vita a «una piattaforma di discussione in ambito locale per l’approfondimento delle singole situazioni e la massima sensibilizzazione dei sindaci ai fini dell’adozione dei provvedimenti ove ne ricorrano i presupposti». Gli elementi sottoposti a censimento saranno: la tipologia di insediamento, la densità abitativa, le condizioni dei campi (presenza di reti idriche, elettriche e fognarie, eventuali allacci abusivi etc.), la presenza di strutture fisse e mobili, il numero di minori presenti, le loro condizioni e le percentuali di abbandono scolastico.

Leggi anche: Salvini propone un censimento dei Rom, poi precisa: «Sarà monitoraggio»

Non è la prima volta che Matteo Salvini lancia la proposta di un censimento sui campi rom. Poco più di un anno fa, a giugno 2018, l’allora neo-ministro dell’Interno dichiarava: «Al Ministero mi sto facendo preparare un dossier sulla questione Rom in Italia, perché dopo Maroni non si è fatto più nulla ed è il caos». Il dossier sarebbe stato accompagnato da un censimento sulle popolazioni rom presenti sul territorio italiano, così da poter espellere quelli irregolari. Ma, aggiungeva allora Salvini, «i Rom italiani purtroppo te li devi tenere in casa».

Dichiarazioni che avevano suscitato l’immediata reazione delle opposizioni e delle associazioni a tutela dei diritti delle comunità rom e sinti. «Il ministro dell’Interno -dichiarava il presidente dell’Associazione 21 luglio, Carlo Stasolla – sembra non sapere che in Italia un censimento su base etnica non è consentito dalla legge. Inoltre – aggiungeva – esistono già dati e numeri su chi vive negli insediamenti formali e informali e i pochi Rom irregolari sono apolidi di fatto, quindi inespellibili. Ricordiamo anche che i Rom italiani sono presenti nel nostro Paese da almeno mezzo secolo e a volte sono più italiani di tanti nostri concittadini». Lo stesso Movimento 5 Stelle in quell’occasione si era smarcato immediatamente dalla proposta di Salvini.

Daniele

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