Pace fiscale 2.0: dal condono sulle cassette di sicurezza al saldo e stralcio per le imprese

Tre le proposte al centro della nuova versione della pace fiscale: il condono sul denaro conservato nelle cassette di sicurezza, l’estensione del saldo e stralcio anche alle imprese in difficoltà e il forfettario per risolvere i contenziosi irrisolti con il fisco.

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Foto: Il Fatto Quotidiano

La Lega continua a lavorare alla nuova versione della pace fiscale da inserire nella manovra per il 2020. Al centro nuove sanatorie e nuovi condoni rispetto a quelli già presenti nella legge di bilancio per il 2019. Secondo Il Sole 24 Ore, i fronti aperti sarebbero almeno tre: il contante detenuto nelle cassette di sicurezza, il saldo e stralcio per le imprese in difficoltà e la maxiadesione agli accertamenti basati su valutazioni del fisco per prevenire eventuali futuri contenziosi.

Il condono sulle cassette di sicurezza

L’idea era stata anticipata già lo scorso 16 giugno. Il modello ricalca quello della voluntary disclosure proposta (e mai approvata) dal governo Renzi, e non prevede il pagamento di sanzioni o interessi per chi usufruisca dell’iniziativa. L’idea è quella di fissare un’aliquota forfettaria (intorno al 30-40%) per far emergere le risorse nascoste nelle cassette di sicurezza e non dichiarate al fisco. Le verifiche sugli importi detenuti dovranno essere certificate da apposite figure professionali. Non potranno beneficiare dall’operazione gli importi provenienti da reati come frodi e i capitali all’estero.

Secondo il procuratore di Milano Francesco Greco, i capitali nascosti nelle cassette di sicurezza ammonterebbero a 150-200 miliardi di euro. Appena il 30% sarebbe conservato in Italia, mentre il restante 70% si troverebbe nelle banche estere. Non solo: nella maggioranza dei casi, si tratterebbe di «denaro di provenienza illecita», frutto di reati o di evasione fiscale. Oltre all’opportunità di realizzare l’ennesimo condono, ci sarebbe dunque da chiedersi quali misure di sicurezza sarebbero adottate per impedire alla criminalità organizzata di beneficiare della pace fiscale per riciclare denaro sporco.

Saldo e stralcio per le imprese in difficoltà

Non solo privati cittadini: la Lega starebbe lavorando al saldo e stralcio anche per le imprese in difficoltà. Sarebbero due gli elementi da valutare in tal senso: 1) verificare l’impatto della misura sui conti pubblici e gli effetti sul gettito fiscale; 2) individuare indicatori semplificati e standardizzati che certifichino lo stato di difficoltà per le imprese. Con riferimento a quest’ultimo punto, prosegue Il Sole 24 Ore, i tecnici sarebbero orientati a prendere come riferimento l’ammontare dei debiti complessivi. Qualora questi superino il 20% del valore della produzione e l’indice di liquidità non superi quota 0,8, allora l’impresa avrebbe accesso all’iniziativa.

Maxiadesione per evitare il contenzioso

Infine, il Carroccio intende affrontare la questione dei contenziosi non risolti tra privati cittadini e fisco riguardanti accertamenti basati su presunzioni o valutazioni. In questi casi, la proposta consiste nell’individuare un importo forfettario (tra il 20 e il 30%) per chiudere il contenzioso senza sanzioni e interessi. La proposta non si applicherebbe a scudi di natura penale e a patrimoni detenuti all’estero.

Daniele

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