Giorni decisivi per la Tav: il governo dovrà formalizzare la propria posizione entro il 26 luglio

L’Italia dovrà formalizzare la propria posizione sulla Tav entro il 26 luglio. In difficoltà il Movimento 5 Stelle, che potrebbe cedere su un’altra battaglia storica. Il ministro Toninelli tenterà l’ultima mediazione con Parigi.

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Foto: La Stampa

La questione Tav è arrivata a un punto di svolta. Entro il 26 luglio il governo dovrà comunicare all’Unione Europea la propria decisione sull’Alta Velocità Torino-Lione. Il tutto mentre Telt, società incaricata della realizzazione dei lavori, ha già avviato gli avvisi di interesse anche per la tratta italiana del tunnel di base.

Stando a quanto riporta Il Fatto Quotidiano, nei prossimi giorni il ministro dei Trasporti Toninelli tenterà la mediazione con l’equivalente francese. Da Parigi fanno però sapere che la Tav viene considerata «parte della strategia nazionale sui trasporti» dalla nuova Legge di orientamento delle mobilità (LOM). La stessa Commissione Europea aveva fatto un passo avanti, proponendosi di finanziare il 55% dell’opera e vanificando nella sostanza i risultati dell’analisi costi-benefici prodotta dal Mit.

L’Italia si trova dunque in una posizione scomoda. A farne le spese è soprattutto il Movimento 5 Stelle, messo all’angolo anche dall’alleato di governo che spinge per la realizzazione dell’Alta Velocità. Se Di Maio si mostra sicuro – «i bandi possono essere revocati», ha dichiarato -, fonti vicine ai pentastellati lasciano intendere che già si lavora per contenere i danni.

L’idea di realizzare un tracciato alternativo, che cancellerebbe il tanto contestato tunnel di base, sembra destinata a non avere seguito. A questo punto potrebbe ripetersi lo stesso copione adottato con il gasdotto Tap: cedere sulla realizzazione dell’opera per via degli ingenti costi da sostenere in caso di stop ai lavori.

Ricordiamo che lo scorso 9 marzo il governo ha ottenuto il rinvio della decisione finale sulla Tav. In quella data avrebbero dovuto essere pubblicati i bandi di gara per l’affidamento dei lavori di realizzazione dell’Alta Velocità Torino-Lione, pena la perdita dei 300 milioni di euro finanziati dall’UE. Facendo ricorso a un cavillo burocratico, il premier Conte ha ottenuto che non venissero pubblicati formalmente i bandi di gara, ma i cosiddetti “avvisi di interesse” (avis de marché in francese), vale a dire semplici manifestazioni di interesse non vincolanti. Questo escamotage ha permesso di rispettare i vincoli comunitari.

Allo stesso tempo, Conte ha avviato una trattativa con la Comunità Europea per ridisegnare l’intero progetto. Entro questa fase, il governo italiano potrà decidere di bloccare l’opera senza dover pagare alcuna penale di rescissione. Per farlo, però, occorre una legge (o un decreto legge) varata dal Parlamento italiano. Un’impresa non semplice, dato che in entrambi i casi il Movimento 5 Stelle dovrà chiedere i voti della Lega (o delle opposizioni). E l’esito, con i rapporti di forza totalmente invertiti rispetto agli equilibri disegnati lo scorso 4 marzo, sarebbe tutt’altro che scontato.

Redazione La Clessidra

Redazione La Clessidra

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