Decreto dignità: scatta il divieto di pubblicità sul gioco d’azzardo

Entra in vigore il divieto di pubblicità sul gioco d’azzardo previsto dal Decreto dignità: sanzioni a partire da 50 mila euro per i trasgressori. Il Mef prevede una riduzione delle entrate per 150 milioni di euro all’anno.

gioco d'azzardo

A un anno esatto dall’approvazione del Decreto dignità, il 15 luglio sono entrate in vigore le norme che vietano le pubblicità sul gioco d’azzardo previste al suo interno. Il divieto si applica a tutte le forme di pubblicizzazione che abbiano a oggetto giochi e scommesse che prevedano vincite in denaro. Per i trasgressori sono previste sanzioni con importo pari al 20% del valore della pubblicità, e in ogni caso mai inferiori ai 50 mila euro. Le cifre raccolte andranno a far parte di un fondo per contrastare la ludopatia. Restano esclusi dal nuovo regime Lotteria Italia e i contratti già in corso di esecuzione.

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Sulla materia è intervenuto anche l’Agcom. L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha precisato che non rientrano nell’ambito del divieto le comunicazioni di mera natura informativa (quali ad esempio quelle sulle probabilità di vincita, sul jackpot o sul valore delle puntate), così come le insegne poste fuori dai negozi e gli annunci riguardanti eventuali vittorie avvenute nell’esercizio commerciale. È inoltre consentito lo svolgimento di fiere sul gioco, a patto che siano destinate ai soli operatori del settore. A essere esclusi dal divieto sono anche gli spazi promozionali e gli sponsor riservati sui motori di ricerca online.

Secondo il Mef, il divieto di pubblicità sul gioco d’azzardo porterebbe a una riduzione delle entrate pari a circa 150 milioni di euro all’anno a partire dal 2020. Per il 2019 la previsione è di -112 milioni di euro.

Redazione La Clessidra

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