Il M5S ha depositato una proposta di legge contro la dipendenza da smartphone

La proposta di legge si propone di contrastare la nomofobia, ovvero la dipendenza da smartphone. Previsti corsi di formazione nelle scuole, campagne informative e corsi di riabilitazione in strutture socio-sanitarie.

dipendenza da smartphone

Il Movimento 5 Stelle ha depositato alla Camera una proposta di legge (prima firmataria Vittoria Casa) contro la nomofobia, ovvero la dipendenza da smartphone. Con il provvedimento si chiede al governo di intervenire per prevenire e curare il fenomeno, in crescita anche in Italia. A essere colpiti dalla patologia, sostengono i promotori, sono in primo luogo i giovani. «Restano connessi fino a notte inoltrata per chattare e per postare foto, pensieri e stati d’animo», si legge. «Sembrano vivere la propria vita sociale nelle ore notturne, sentendosi poi stanchi, fiacchi e inconcludenti nelle ore diurne, nelle quali dovrebbe svolgersi la loro vera vita adolescenziale, con ripercussioni sulla vita personale, scolastica e lavorativa».

Da qui la proposta pentastellata, che prevede l’istituzione di corsi di recupero in strutture socio-sanitarie, ma anche campagne informative e riabilitative e misure di sostegno. Previsto anche un vero e proprio piano d’azione, con tanto di tavolo interministeriale presso la presidenza del Consiglio. Primo obiettivo è agire sull’educazione, affinché già nelle scuole si educhi «all’uso consapevole della rete internet e dei social network» attraverso corsi di formazione tenuti da esperti in materia e programmi specifici rivolti tanto agli studenti quanto ai genitori. Nell’iniziativa dovrebbero essere coinvolti anche Polizia postale, ministero dell Salute, Agcom, Autorità per l’infanzia e l’adolescenza, Garante per la privacy, associazioni di studenti e dei genitori.

Con il termine nomofobia si intende «l’uso ossessivo dei dispositivi di telefonia mobile e la paura incontrollata di perdere la connessione con la rete internet, che provocano dipendenza e problemi di tipo psico-sociale». Una vera e propria patologia, dunque, che può causare «stati d’ansia, malessere, irrequietezza e aggressività fino a generare una vera e propria dipendenza patologica poiché non si riesce più a fare a meno di una connessione internet».

Secondo i dati dell’Osservatorio nazionale dell’Infanzia, nel 2017 8 adolescenti su 10 hanno manifestato tale paura. Il 50% ha dichiarato che «solo il pensiero che ciò possa accadere lo fa star male e gli fa sperimentare uno stato ansioso». «L’uso e l’abuso di internet e dei social media da parte dei minori risulta sempre più ossessivo e dipendente, dal momento che essi sembrano non avere altri svaghi e distrazioni se non quelli offerti dai luoghi – non luoghi – virtuali e da piattaforme come Facebook, Instagram e WhatsApp, perdendo sempre più interesse per il mondo che li circonda».

Daniele

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