Tav: nella notte arriva il Sì dell’Italia all’Alta velocità Torino-Lione

Con una lettera, l’Italia ha confermato l’intenzione di proseguire e ultimare i lavori di realizzazione della Tav. Il Movimento 5 Stelle costretto all’ennesimo passo indietro su una delle sue battaglie storiche.

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AGGIORNAMENTO DEL 27/07/2019

Nella serata di ieri l’Italia ha inviato all’Inea la lettera con cui conferma l’intenzione di proseguire e ultimare i lavori della Tav. La lettera porta solo il sigillo della segreteria di Palazzo Chigi e non quello del ministro Toninelli che, come tutto il M5S, continua a dirsi contrario all’opera.

Nei prossimi mesi le manifestazioni di interesse espresse finora dovranno tradursi in vere e proprie gare per la realizzazione dei lavori sia sul tratto italiano che su quello francese. Entro settembre, secondo Il Sole 24 Oresaranno resi noti i nomi dei gruppi che potranno presentare un’offerta per entrambi i tratti della linea.

Il sì italiano alla Tav rappresenta l’ennesimo passo indietro per il Movimento 5 Stelle, che aveva fatto della lotta all’Alta Velocità Torino-Lione una delle sue battaglie storiche. Anche per questo Di Maio si è da subito impegnato a rimarcare la propria contrarietà alla posizione espressa da Conte, in un tentativo di sfilarsi dalla decisione del governo.

Resta da capire quale strategia i pentastellati vorranno adottare da questo momento. Il leader del M5S potrebbe infatti chiedere che sia il Parlamento a esprimersi sulla questione, ma sa bene che l’effetto finale potrebbe essere un boomerang e danneggiare – forse in maniera irreparabile – il partito.

Ad ogni modo, la promessa di bloccare i lavori della Tav è ormai da considerarsi non rispettata.

ARTICOLO ORIGINALE

Clamorosa svolta sulla vicenda Tav. In un video-messaggio diffuso ieri sera, il premier Conte ha di fatto dato la sua approvazione alla realizzazione della Tav. «Sono intervenuti dei fatti nuovi, elementi di cui tenere conto nella risposta che venerdì il governo dovrà dare all’Inea, l’agenzia europea per le infrastrutture e le reti per evitare la perdita dei finanziamenti europei», ha spiegato il presidente del Consiglio. «L’Europa si è detta disponibile ad aumentare il finanziamento della tratta transfrontaliera dal 40 al 55%. Questo ridurrebbe lo stanziamento dei fondi che l’Italia deve destinare alla Tav con un notevole risparmio».

In questo nuovo scenario, pertanto, «Non realizzarla costerebbe molto di più». «La decisione di non realizzare l’opera – ha proseguito – comporterebbe una perdita di finanziamenti e ci esporrebbe a costi derivanti da una rottura dell’attuale accordo con la Francia. Queste decisioni sono state approvate prima dell’arrivo di questo governo. Il dato nuovo con cui fare i conti è che l’impatto finanziario per l’Italia è destinato a cambiare dopo l’apporto della Commissione Europea e i costi a ridursi in seguito all’interlocuzione con la Francia in ordine al riparto delle nuove quote di finanziamento della tratta transfrontaliera. Siamo impegnati con la massima determinazione, anche se allo stato un nuovo riparto non è garantito».

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Come era prevedibile, a influenzare in maniera decisiva la scelta del governo è stato il maggior impegno finanziario che l’UE si è detta disposta a sostenere per realizzare l’Alta Velocità. Un elemento, questo, che ha nei fatti reso inattuale l’analisi costi-benefici realizzata dal Mit alcuni mesi fa. Per Conte, nella situazione attuale solo l’espressione diretta del Parlamento può portare a invertire la rotta sull’opera.

Ed è proprio a questo punto che, in serata, si è appigliato Luigi Di Maio. «Ho ascoltato attentamente le parole del Presidente Conte, che rispetto. Ora è il Parlamento a doversi esprimere», ha commentato il leader del M5S con un post su Facebook. «Per noi la Torino-Lione era e resta un’opera dannosa. Questo è un no forte, convinto, deciso. Uno di quei NO che fanno bene. Sappiamo di stare dalla parte giusta della storia. Qui lo sviluppo non c’entra un bel nulla, qui gli interessi sono altri». Stefano Patuanelli e Francesco D’Uva, capigruppo pentastellati al Senato e alla Camera, hanno chiesto con una nota «che sia il Parlamento ad esprimersi e in Aula vedremo l’esito della votazione».

Il Movimento 5 Stelle ha scelto quindi di giocare la carta dell’intransigenza per cercare di contenere i danni. I pentastellati sanno bene che, numeri alla mano, è quasi certo che in un’eventuale votazione il Parlamento si esprimerebbe a favore dell’Alta Velocità. Continuare a dichiararsi contrari all’opera è un modo per addossare le responsabilità dell’esito alle altre forze politiche – prime fra tutte la Lega – che spingono per la sua realizzazione. Per il M5S la posta in gioco è alta: dopo il passo indietro su Ilva e Tap, quello sulla Tav potrebbe avere effetti dirompenti. Come del resto dimostrano i commenti della base alla notizia, tra chi si dice pronto ad abbandonare il Movimento e chi si dice deluso dall’allontanamento dalle battaglie storiche dei 5 Stelle.

Ricordiamo che entro il 26 luglio il governo dovrà comunicare all’Unione Europea la propria decisione sull’Alta Velocità Torino-Lione. Il tutto mentre Telt, società incaricata della realizzazione dei lavori, ha già avviato gli avvisi di interesse anche per la tratta italiana del tunnel di base.

PROMESSA NON RISPETTATA

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Daniele

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