Economia: il governo lavora alla legge di bilancio 2020 e per evitare l’aumento dell’Iva

L’esecutivo ha già iniziato i lavori per la legge di bilancio 2020. Previsto un nuovo programma di spending review, tagli a deduzioni e detrazioni e risparmi da reddito di cittadinanza e quota 100. Il primo obiettivo è recuperare i 23 miliardi necessari a scongiurare l’aumento dell’Iva.

legge di bilancio 2020

Foto: Il Sole 24 Ore

Già da diversi giorni al governo si lavora alla legge di bilancio 2020. L’obiettivo è quello di arrivare a un testo semi-definitivo già a settembre, così da evitare la corsa all’ultimo minuto che si è avuta l’anno scorso. Sulla questione pende però una spada di Damocle: le clausole di salvaguardia poste nella precedente manovra che, se non disinnescate, porteranno a un aumento dell’Iva tra il 25 e il 26%. Solo per questo, il governo dovrà trovare 23,1 miliardi di euro. Un bottino che, secondo il ministro dell’Economia Tria, arriverà da tre direttrici:

  1. Un nuovo programma di spending review, le cui uscite sono «valutate complessivamente nell’ordine di 320 miliardi»;
  2. Il taglio a deduzioni e detrazioni, lavorando su «un perimetro che abbiamo definito in 50 miliardi»;
  3. Gli effetti prodotti dall’aumento delle entrate fiscali e dalle minori spese per reddito di cittadinanza e quota 100.

I tecnici del Mef sono ora al lavoro per verificare come passare dalla teoria alla pratica. Ovvero quali azioni possono essere messe in atto per raggiungere l’obiettivo e su quali categorie di cittadini ricadranno gli effetti. Secondo Il Sole 24 Ore, una prima sintesi potrebbe arrivare già dopo la pausa estiva con un decreto sviluppo-lavoro ad hoc.

Entro il 27 settembre, ad ogni modo, l’esecutivo dovrà presentare alla Commissione Europea la nota di aggiornamento al Def. Al suo interno saranno aggiornate le stime su crescita, deficit e debito. Considerando i 23,1 miliardi necessari per evitare l’aumento dell’Iva, e aggiungendo il “tesoretto” composto dai risparmi di reddito di cittadinanza e quota 100 e dagli effetti della spending review (pari a circa 8,2 miliardi di euro), è plausibile che nel suo complesso la manovra si attesti intorno ai 35-40 miliardi di euro.

Al momento, l’esecutivo avrebbe a disposizione circa 8-15 miliardi. Ci sarebbero dunque da coprire quasi i 2/3 della manovra. Resta pertanto da capire da quali risorse il governo attingerà per coprire il gap, considerando che il ministro Tria il deficit sarà molto contenuto e che l’obiettivo, per l’Italia, resta la riduzione del saldo strutturale.

Redazione La Clessidra

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