Le 5 promesse di Salvini che non vedranno la luce dopo la crisi di governo

Autonomia del Veneto, flat tax, pace fiscale, rimpatri e smantellamento della legge Fornero: ecco alcune promesse che il leader della Lega non potrà rispettare con la caduta del governo.

promesse

Foto: Polisblog.it

Dopo aver passato in rassegna le 5 promesse che il Movimento 5 Stelle non saranno rispettate a causa della crisi di governo, ci proponiamo di fare lo stesso con l’altro partito dell’ormai ex esecutivo gialloverde: la Lega.

Autonomia del Veneto

Punto cardine del programma leghista, la riorganizzazione delle autonomie territoriali è stata oggetto di forti tensioni tra i due partiti di governo. Oggetto del contendere è stata soprattutto la nuova distribuzione delle competenze, specie in ambito educativo e sanitario, che secondo i pentastellati avrebbe creato forti disparità tra nord e sud.

Flat tax per tutti sotto i 100 mila euro

Dopo partite iva, professionisti e lavoratori autonomi, la Lega si proponeva di estendere la tassa piatta al 20% a tutti i cittadini con un reddito inferiore ai 100 mila euro. Con il profilarsi di un governo M5S-Pd, e viste le perplessità da più parti espresse sulla reale efficacia della flat tax, appare del tutto improbabile che il nuovo esecutivo prosegua nella strada intrapresa dal Carroccio.

Pace fiscale per le imprese

L’estensione della flat tax avrebbe dovuto andare di pari passo con l’estensione della pace fiscale alle imprese. Il progetto leghista prevedeva la possibilità di far emergere fino a 100 mila euro, e comunque non oltre il 30% di quanto dichiarato, pagando una quota forfettaria pari al 20% dell’importo dovuto. Un vero e proprio condono, da affiancarsi a quello approvato nel 2019 per i privati cittadini.

Più rimpatri, accordi bilaterali e corridoi umanitari con l’Africa

I dati sulla gestione dell’immigrazione nell’ultimo anno sono ben lontani dagli annunci e dalle promesse fatte da Matteo Salvini. Se il numero degli sbarchi si è mantenuto in linea con il trend delineatosi negli ultimi anni, il numero di rimpatri è addirittura diminuito. Il Viminale non è riuscito a contrarre accordi bilaterali con i Paesi di provenienza – condizione necessaria se li si vuole incrementare.

Non vi è traccia neanche dei corridoi umanitari annunciati a ottobre 2018 che, aveva spiegato il leader della Lega, avrebbero permesso di «portare in Italia, non in barcone ma in aereo, già questo mese, donne e bambini che scappano dalla guerra».

Smantellamento della legge Fornero

A dispetto degli annunci, quota 100 non ha affatto abrogato la legge Fornero. Quest’ultima resta infatti pienamente operativa, mentre la prima risulta facoltativa. Il lavoratore può pertanto decidere se uscire prima dal mercato del lavoro, rinunciando a maturare gli anni di contributi rimanenti, o se proseguire fino alla fine.

Come già per il M5S, anche per la Lega quota 100 era solo il primo step verso quota 41, che avrebbe permesso il pensionamento una volta raggiunti i 41 anni di anzianità contributiva (indipendentemente dall’età anagrafica).

Redazione La Clessidra

Redazione La Clessidra

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