Cosa prevede il programma in 29 punti del governo giallorosso

Il documento riassume in 29 punti le linee di indirizzo programmatico del nuovo governo giallorosso. Al centro crescita economica, lavoro, gestione dei flussi migratori e confronto costruttivo con l’UE per ottenere maggior flessibilità.

governo giallorosso

Foto: Ansa

Il programma del nascente governo giallorosso si compone di 29 punti. Più che di un vero e proprio programma, tuttavia, sarebbe più appropriato parlare di linee di indirizzo programmatico. Ossia una traccia, una linea guida che dovrebbe – almeno nelle intenzioni – ispirare l’intera azione di governo. Al centro del documento troviamo questioni dirimenti quali l’economia, il lavoro, gli investimenti. Ma anche l’istruzione, l’innovazione, la lotta alle diseguaglianze e la gestione dei flussi migratori, con un netto cambio di passo rispetto alla gestione degli ultimi anni. Non viene fatto cenno invece al futuro delle due misure simbolo del passato esecutivo: reddito di cittadinanza e quota 100.

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È ancora presto per fare valutazioni nel merito. Come spesso accade in questi casi, però, è bene ricordare che quanto contenuto in questi 26 punti rischia di rimanere solo sulla carta qualora non dovessero essere individuate sufficienti risorse – delle quali non si fa menzione all’interno del documento – per la loro attuazione.

Di seguito i 29 punti programmatici del governo giallorosso.

  1.  Una politica economica espansiva, pur nel rispetto dei vincoli europei, che neutralizzi l’aumento dell’Iva, mantenga il sostegno alle famiglie e ai disabili, e investa di più nell’istruzione e nel welfare;
  2. Confronto con l’UE per ottenere maggior flessibilità e più investimenti per stimolare la crescita economica, per un’Europa più solidale e vicina ai cittadini;
  3. Innovazione del sistema imprenditoriale italiano secondo il piano Impresa 4.0 e le linee guida dell’Agenda 2030 sullo sviluppo sostenibile;
  4. Introduzione del salario minimo per tutti i lavoratori, anche autonomi; introduzione della parità retributiva di genere; ricezione della normativa UE in materia di congedo di paternità; riduzione delle tasse sul lavoro; creazione di un piano preventivo degli infortuni e delle malattie professionali;
  5. Più investimenti sulle giovani generazioni e per frenare la fuga di cervelli all’estero, favorendo il rientro delle eccellenze;
  6. Più attenzione ai diritti della persona e lotta alle diseguaglianze come veicolo per l’integrazione e la partecipazione attiva alla vita del Paese;
  7. Maggior ricorso alle energie rinnovabili e incentivi per lo sviluppo dell’economia circolare;
  8. Adozione di un piano di edilizia residenziale pubblica che recuperi le strutture dismesse in favore di giovani e famiglie a basso reddito;
  9. Potenziamento delle politiche sul dissesto idrogeologico, sull’efficientamento energetico, sulla mobilità sostenibile e sulle bonifiche; velocizzazione della ricostruzione nelle aree terremotate;
  10. Riduzione del numero di parlamentari, pur senza diminuire la rappresentanza democratica del sistema;
  11. Potenziamento della ricerca attraverso un maggior coordinamento tra centri universitari ed enti;
  12. Ammodernamento delle infrastrutture e realizzazione di nuove opere, con maggiore attenzione all’impatto sociale e ambientale (Green new deal);
  13. Impegno a promuovere un equilibrio globale basato sulla cooperazione e la pace, nel quadro di un multilateralismo efficace basato sull’alleanza euroatlantica; rafforzamento degli investimenti Comunitari in favore del continente africano;
  14. Legge sul conflitto di interessi e riforma del sistema radiotelevisivo che ne garantisca indipendenza e pluralismo;
  15. Riforma della giustizia per processi più rapidi (civili, penali e tributari); riforma dei criteri elettivi per l’ingresso nel CSM;
  16. Lotta alla mafia e all’evasione fiscale;
  17. Riforma fiscale di ampio respiro che riduca la pressione fiscale;
  18. Coinvolgimento europeo nella gestione dei flussi migratori e nel contrasto del traffico illegale di esseri umani, attraverso una riforma del regolamento di Dublino;
  19. Piano straordinario di investimenti per il Sud;
  20. Completare la riforma sugli enti locali in materia di autonomia differenziata e soppressione degli enti inutili;
  21. Politiche a tutela dei risparmiatori e del risparmio;
  22. Tutela dei beni comuni (scuola, acqua pubblica, sanità) e revisione delle concessioni autostradali;
  23. Riconoscimento della cittadinanza digitale sin dalla nascita;
  24. Innovazione e digitalizzazione della Pubblica Amministrazione;
  25. Equità fiscale; più tutele e diritti per i lavoratori digitali (riders); introduzione della web tax per le multinazionali;
  26. Valorizzazione del personale impiegato nella sicurezza e nella difesa nazionale;
  27. Valorizzazione del patrimonio artistico, storico e culturale, nonché delle tradizioni locali;
  28. Potenziamento dell’export e tutela del made in Italy;
  29. Politiche di tutela del comparto agroalimentare e dell’agricoltura, con particolare attenzione per la salvaguardia delle specificità produttive e delle colture tradizionali e biologiche.
Daniele

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