Il governo giallorosso ottiene la fiducia al Senato. Scontri in Aula tra Conte e Salvini

Con 169 Sì, 133 No e 5 astenuti, il Senato ha votato la fiducia al governo Conte bis. Duro l’attacco di Salvini: «Siete minoranza, non potete scappare all’infinito».

fiducia alla Camera

Foto: TgCom24

AGGIORNAMENTO DELL’11/09/2019

Dopo il passaggio alla Camera, il governo Conte bis ha ottenuto la fiducia al Senato. I voti a favore sono stati 169, i contrari 133 e gli astenuti 5.

La giornata è stata caratterizzata dallo scontro in Aula tra il presidente del Consiglio Conte e l’ex vicepremier Matteo Salvini. Nel suo intervento, il leader della Lega si è rivolto al premier con l’appellativo di «Conte-Monti» e l’ha accusato di essere etero-diretto dall’Unione Europea. «Ormai si capisce quando uno ha un discorso che viene da dentro e quando deve leggere un compitino scritto a casa. Siete passati dalla rivoluzione al voto di Casini, Monti e Renzi», ha dichiarato. «Abituatevi a tante piazze come quelle di ieri – ha proseguito Salvini -. Siete minoranza nel Paese ma anche all’interno dei vostri partiti. Non potete scappare all’infinito».

Puntuale la replica di Conte. «Molte dichiarazioni sono rimaste ferme all’8 agosto – ha risposto -. Con una certa arroganza, qualcuno unilateralmente ha deciso di portare l’Italia alle elezioni da ministro dell’Interno e sempre unilateralmente e arbitrariamente di concentrare definitivamente nelle proprie mani tutti i poteri: pieni poteri. Se questo era lo schema, l’obiettivo e il progetto è comprensibile che tutti coloro che lo hanno ostacolato per senso di responsabilità e nel rispetto della costituzione siano diventati nemici».

ARTICOLO ORIGINALE

Con 343 sì, 263 no e 3 astenuti, nella serata di ieri il governo Conte bis ha ottenuto la fiducia alla Camera. A favore del nuovo governo hanno votato M5S, Pde LeU. Contro Lega, Fi e FdI. La votazione è arrivata dopo il discorso del premier incaricato e dopo la discussione in Aula, caratterizzati dalle proteste delle opposizioni dentro e fuori Montecitorio. Oggi sarà il Senato a esprimersi, dopodiché il governo potrà ufficialmente insediarsi.

Nel suo discorso, e nella replica alla discussione parlamentare, Conte ha indicato le linee guida del nuovo governo. Nel tentativo di marcare la distanza rispetto alla precedente esperienza con la Lega, il primo ministro ha espresso l’impegno dell’esecutivo «a curare le parole, ad adoperare un lessico più consono e più rispettoso delle persone, della diversità delle idee. La lingua del governo sarà mite, l’azione non si misura con l’arroganza delle parole».

I punti salienti del discorso di Conte alla Camera

La prima sfida che il governo sarà chiamato ad affrontare è la manovra finanziaria, con la necessità di evitare l’aumento dell’iva e di reperire le risorse per finanziare le misure messe in campo nel 2019 e quelle da attuare nel 2020 per stimolare la crescita. La nuova legge di bilancio «dovrà indirizzare il Paese verso una solida prospettiva di crescita e di sviluppo sostenibile, pur in un quadro macroeconomico internazionale caratterizzato da profonda incertezza».

Strettamente legato alla crescita sono il passaggio sul lavoro («Vogliamo offrire opportunità di lavoro, salari adeguati e condizioni di vita degne di un Paese civile») e quello sull’innovazione tecnologica. A tal proposito, Conte ha sottolineato che «Abbiamo creato un ministero dedicato all’innovazione tecnologica e alla digitalizzazione che aiuti le imprese, oltreché la pubblica amministrazione, a trasformare l’Italia in una vera e propria smart nation».

Altrettanto importante per il nuovo esecutivo sarà l’ambiente. L’obiettivo è dar vita a un «Green new deal, che promuova la rigenerazione urbana, la riconversione energetica verso un progressivo e sempre più diffuso ricorso alle fonti rinnovabili, la protezione della biodiversità e dei mari, il contrasto ai cambiamenti climatici». Al tempo stesso, ha assicurato Conte, grande attenzione sarà dedicata alla prevenzione del rischio idrogeologico e alla ricostruzione delle zone terremotate, definita «questione prioritaria di questo governo».

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Sul piano delle riforme istituzionali, Conte si è impegnato a realizzare il taglio dei parlamentari «nel primo calendario utile della Camera dei Deputati», pur precisando che «questa riforma dovrà essere accompagnata da un percorso di garanzia costituzionale, per consentire a tutte le forze politiche di essere rappresentate in Parlamento». Centrale, da questo punto di vista, sarà il lavoro sulla nuova legge elettorale, che dovrà essere «quanto più possibile condiviso in sede parlamentare».

Quanto alla questione dei flussi migratori, vero e proprio banco di prova per verificare la discontinuità rispetto alla precedente esperienza di governo, il premier ha sottolineato la necessità di un approccio strutturale e non emergenziale della materia, che persegua la lotta al traffico di persone pur nel rispetto della dignità umana. A tal proposito, ha aggiunto, «Rivedremo la disciplina relativa alla sicurezza alla luce delle osservazioni formulate dal presidente della Repubblica».

Altro passaggio delicato, infine, quello sull’Unione Europea. A tal proposito, Conte ha evidenziato la necessità di «migliorare il patto di stabilità e di crescita e la sua applicazione per semplificarne le regole, evitare effetti pro-ciclici e sostenere gli investimenti a partire da quelli legati alla sostenibilità ambientale e sociale».

Tra i temi affrontati anche la riforma fiscale, con l’impegno per la riduzione del cuneo fiscale e il salario minimo; un’autonomia differenziata che garantisca ai cittadini di tutte le regioni «la medesima qualità dei servizi», in particolare in ambito sanitario e scolastico; la tutela dei beni comuni; la riforma della giustizia, per assicurare processi rapidi, e la riforma del metodo di elezione dei membri del Csm; e la collocazione dell’Italia nello scacchiere euroatlantico.

Daniele

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