Pernigotti, saltata la trattativa: a rischio 150 posti di lavoro

La proprietà ha comunicato il recesso dall’accordo stipulato al Mise a inizio agosto dall’allora ministro Di Maio. Sono circa 150 i lavoratori che rischiano di perdere il posto.

marchi storici

Foto Vincenzo Livieri – LaPresse

Colpo di scena inaspettato sul caso Pernigotti. Lo scorso 28 settembre il gruppo turco Toksoz, proprietario dello storico marchio, ha comunicato alla cooperativa torinese Spes il recesso dall’accordo stipulato a inizio agosto sul salvataggio dello stabilimento di Novi Ligure. Un vero e proprio fulmine a ciel sereno, arrivato a ridosso del giorno di chiusura del contratto (indetto per oggi, lunedì 30 settembre) e a pochi giorni dall’incontro al Mise, fissato per il 2 ottobre.

«Come amministrazione non possiamo fare altro, con disappunto, che prendere atto dei mancati accordi. Per noi la priorità resta sempre il mantenimento dei posti di lavoro, a prescindere dal marchio», ha commentato il sindaco di Novi Ligure Gian Paolo Cabella. Quella in corso, ha concluso, «resta comunque una trattativa tra privati e possiamo fare ben poco. Mi auguro che il 2 ottobre riesca di nuovo ad avviare una trattativa».

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I nuovi sviluppi della vicenda rischiano di far saltare l’intesa raggiunta a inizio agosto al Mise. L’accordo prevedeva la reindustrializzazione dello stabilimento, al fine di mantenere attiva la produzione e tutelare i circa 150 dipendenti. «Avevamo capito, pur non ricevendo nessuna informazione ufficiale, che l’accordo tra Emendatori e Pernigotti fosse gravemente compromesso – ha commentato il presidente della Spes, Antonio Di Donna – ma speravamo che si trovasse una soluzione e che comunque l’accordo tra Pernigotti e Spes, non avendo evidenziato criticità, si potesse chiudere nel rispetto degli impegni sottoscritti».

Di Donna ha confermato che Spes sarà comunque presente all’incontro indetto per il 2 ottobre al Mise «per rispetto dei lavoratori e delle istituzioni». In tale occasione – ha spiegato – «ci aspettiamo di capire le reali ragioni che hanno portato Pernigotti a chiudere la trattativa anche con noi». Quindi l’invito a Toksoz: «L’impresa sociale Spes non si è tirata indietro e se ci saranno i presupposti è disponibile a riaprire la trattativa, purché si definisca un percorso seriamente volto alla reindustrializzazione con impegni e tempi certi a tutela di tutti i soggetti coinvolti».

Redazione La Clessidra

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